Italia | Emergenza sbarchi

Migranti, Boldrini: «Servono fondi per l'integrazione. La Germania spende 100 mld, e noi?»

Secondo Laura Boldrini, il piano sull'integrazione del ministro Minniti è condivisibile, ma, ha spiegato, per l'integrazione servono fondi. E ha citato l'esempio della Germania

La presidente della Camera Laura Boldrini
La presidente della Camera Laura Boldrini (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

ROMA - «E' condivisibile il piano sull'integrazione» elaborato dal ministro dell'Interno, Marco Minniti. «Sono d'accordo che un rifugiato impari la lingua, che conosca i principi costituzionali, ma integrare è un percorso a doppio senso: vuol dire che lo Stato deve essere in grado di offrire gli strumenti necessari, per cui devono esserci dei fondi dedicati e in questo piano non vengono quantificati». Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, all'inaugurazione della mostra «Bambini. Storie di viaggio e di speranza» in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione. «La Germania - ha ricordato la terza carica dello Stato - ha accolto un milione e mezzo di rifugiati e ha stanziato 20 miliardi di euro l'anno per 5 anni: un percorso molto rigoroso ma alla fine ci saranno un milione e mezzo di cittadini. Non dico che l'Italia debba stanziare le stesse risorse perché non siamo in grado ma servono fondi perché l'integrazione è necessaria per la coesione sociale».

Fenomeno da gestire
«Il diritto di asilo - ha concluso Boldrini - è uno di quei diritti considerati identitari, ne parla l'articolo 10 della Costituzione, è parte integrante della nostra civiltà. Noi non possiamo esternalizzare questi diritti. Si tratta di fenomeni che vanno gestiti. Di fronte ai paesi Ue che sembrano non recepire che essere parte dell'Ue non è solo prendere fondi strutturali, dovremmo fare la nostra parte. L'integrazione dei migranti e dei rifugiati non avviene per bacchetta magica, dobbiamo lavorare di più su questo, investire risorse su questo».

I campi di detenzione in Libia
Boldrini ha anche duramente criticato una delle conseguenze dell'intervento di Minniti per fermare gli sbarchi, ossia il fatto che i migranti vengono trattenuti in libia in campi di detenzione dove i loro diritti umani vengono evidentemente calpestati. In Libia «ci sono centri di detenzione, vere e proprie carceri con persone ammassate: questo ci restituiscono le cronache giornalistiche», ha detto Boldrini. «Io non posso smettere di preoccuparmi, lo sarò sempre di più fino a quando non sarà possibile ripristinare la legalità, fare in modo che ci siano in questi luoghi condizioni accettabili, standard internazionali, fino a quando non si capirà che trattenere le persone non è la soluzione»

Manca uno sviluppo umano
La terza carica dello Stato ha ricordato i motivi che spingono le persone a lasciare i propri paesi: «Manca uno sviluppo umano. Vuol dire accedere all'acqua potabile, potersi curare, andare a scuola, non mandare qualche azienda a fare business. Serve un grande piano di investimenti nel continente africano e serve percorrere la via del negoziato. Ci sono decine di conflitti che vanno avanti da anni: Darfour, Congo, Sud Sudan. Gli Stati Ue non possono continuare a ignorarli».