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Migranti, Cei: «Non si offrano pretesti agli scafisti per difendere i più deboli»

Il card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Cei e Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, ha chiarito la posizione della Cei in merito alla questione migranti, alla tratta degli esseri umani e al ruolo di Ong

Il presidente della Cei card. Gualtiero Bassetti
Il presidente della Cei card. Gualtiero Bassetti (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA - La situazione dei migranti e dei rifugiati nel nostro paese è «motivo di angoscia per me pastore della Chiesa, ma anche cittadino consapevole della necessità della ricerca del bene comune per il suo Paese». E' quanto è tornato a ribadire oggi il card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Cei e Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che ha presieduto in Cattedrale a Perugia il pontificale per la festività di San Lorenzo. Il card. Bassetti ha però subito aggiunto che nello sforzo di solidarietà «non possiamo correre il rischio, neanche per una pura idealità che si trasforma drammaticamente in ingenuità, - ha detto - di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana».

No agli scafisti
Il porporato ha definito quella dell'immigrazione una «sfida dell'incontro» ribadendo che «va affrontata con una profonda consapevolezza, con grande coraggio e immensa carità». Elementi che però, «non bisogna mai disgiungere dalla dimensione della responsabilità. Responsabilità verso chi soffre e chi fugge; responsabilità verso chi accoglie e porge la mano»«Ribadisco ancora oggi, di fronte alla piaga aberrante della tratta di esseri umani, come l'ha definita Papa Francesco, il più netto rifiuto ad ogni forma di schiavitù moderna. Ma rivendico, con altrettanto vigore, la necessità di un'etica della responsabilità e del rispetto della legge»«Dobbiamo promuovere, come ci insegna il Papa quotidianamente, - ha quindi concluso il presidente della Cei - la cultura dell'accoglienza e dell'incontro che si contrappone a quella dell'indifferenza e dello scarto. Ma dobbiamo farlo con grande senso di responsabilità verso tutti».

L'apprezzamento di Gasparri
Parole che sono state molto apprezzate dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. «Anche dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sua eminenza Bassetti, vengono parole chiare che invitano a rispettare le leggi, interne e internazionali, in materia di immigrazione. Altrimenti si finisce per fare il gioco dei trafficanti di persone, di veri e propri mercanti di schiavi». Gasparri ha poi proseguito: «L'appello è molto chiaro e dissolve molti dubbi. I doveri umanitari sono di tutti, non soltanto dell'Italia. Ma un conto è assistere i profughi che scappano dalle guerre, altro è alimentare, anche con l'azione irresponsabile di alcune Ong, l'attività di schiavisti e scafisti. Che va contrasta in ogni modo e con ogni mezzo. In Africa, nel Mediterraneo e in Italia».  Per Gasparri, «Bisogna quindi stroncare il traffico di persone e ristabilire la legalità. E anche l'accoglienza e la generosità hanno dei limiti, considerato che l'Italia ha milioni di anziani e di giovani in condizioni di povertà o senza prospettive di lavoro o di pensioni decenti». "Quindi l'azione che Forza Italia sta svolgendo per arginare il caos sul fronte dell'immigrazione è assolutamente saggia e responsabile. Mentre irresponsabili sono stati coloro che ci hanno portato nella attuale situazione», conclude.

Cicchitto: parole condivisibili
Apprezzamento anche dal deputato di Ap Fabrizio Cicchitto. «Riteniamo del tutto condivisibile e anche perfetta la presa di posizione del Presidente della Cei Bassetti che ha affermato: "rivendico, di fronte alla 'piaga aberrante' della tratta di esseri umani», «il più netto rifiuto a ogni 'forma di schiavitù moderna'. Ma rivendico con altrettanto vigore la necessità di un'etica della responsabilità e del rispetto della legge». Cicchitto ha proseguito: "Proprio per difendere l'interesse del più debole, non possiamo correre il rischio - neanche per una pura idealità che si trasforma drammaticamente in ingenuità - di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana».