2 dicembre 2020
Aggiornato 07:30
«Serie di inadempimenti da parte del Centro culturale islamico»

Sesto San Giovanni: bloccata costruzione della moschea, parla il sindaco

La giunta comunale ha approvato una delibera che può essere considerata il primo stop formale alla realizzazione, sull'area di via Luini, dell'edificio di culto che sarebbe dovuto essere il più grande del Nord

MILANO - La giunta comunale di Sesto San Giovanni ha approvato oggi una delibera che può essere considerata il primo stop formale alla realizzazione, sull'area di via Luini, di quella che è stata definita la più grande moschea del Nord Italia.

Con questo provvedimento, ha spiegato una nota, «l'amministrazione comunale ha preso atto di una serie di inadempimenti da parte del Centro culturale islamico rispetto agli impegni previsti nelle convenzioni del 2013 e del 2015 cioè: il mancato pagamento della somma di 320.000 euro, 20.000 euro a saldo del diritto di superficie, 250.000 euro quale contributo per le opere aggiuntive e 50.000 euro per la monetizzazione dei parcheggi; il mancato completamento della procedura di avvenuta bonifica; il mancato avvio della fase di realizzazione della struttura Centro Culturale Islamico il cui inizio lavori doveva avere corso a partire dal mese di settembre 2016». «Mancanze gravi - le ha definite il sindaco Roberto Di Stefano - che hanno spinto la giunta a dare mandato agli uffici competenti di intraprendere le opportune azioni per le contestazioni di rito e la successiva risoluzione della convenzione».

La delibera di oggi segue il provvedimento già posto in essere nei giorni scorsi dall'amministrazione comunale che comunicava al Centro Culturale Islamico la decadenza dal titolo abilitativo alla costruzione della moschea. «Abbiamo effettuato un importantissimo passaggio di un percorso - ha detto Di Stefano - che porterà alla definitiva archiviazione del progetto di costruzione della più grande moschea del Nord Italia. Un impegno preso con i sestesi che intendo portare definitivamente a termine nei primi cento giorni di governo della città». «Con il primo formale atto amministrativo di revoca del permesso edilizio - aggiunge Antonio Lamiranda, assessore all'Urbanistica - viene, di fatto, fermata la costruzione dell'opera. L'atto di indirizzo adottato dalla Giunta, a fronte delle gravi violazioni di legge e contrattuali riscontrate, porterà inevitabilmente alla definitiva risoluzione della convenzione stipulata per la realizzazione della moschea. È giusto ribadire che, per quanto riguarda la realizzazione di nuovi luoghi di culto, la nostra amministrazione rispetterà gli indirizzi previsti dalla legge Regionale sulla pianificazione delle attrezzature per servizi religiosi».