16 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Immigrazione

Migranti, dati Onu: profugo solo il 2,65% di chi arriva in Italia

Mentre l'Italia si trova sotto una imponente pressione migratoria, i dati dell'Onu gettano luce sulla natura del flusso in atto verso le nostre coste. Di cui solo il 2,65% è costituito da profughi in senso stretto

Sbarco di migranti in un porto italiano
Sbarco di migranti in un porto italiano ANSA

ROMA – Mentre l'Italia si trova sotto una imponente pressione migratoria e spera che l'intesa europea che ha imposto un nuovo codice di comportamento per le Ong possa dare presto respiro al Belpaese, i dati dell'Onu gettano luce sulla natura del flusso in atto verso le nostre coste. Solo il 2,65% di chi approda nel nostro Paese sarebbe costituito da rifugiati «puri», che sono in diritto di vedere accolta la propria dichiesta d'asilo.

Nel 2016 181mila sbarcati
Secondo l'Unhcr, più di 181mila migranti sono giunti in Italia lo scorso anno, mentre i dati di questi ultimi giorni registrano un nuovo picco di arrivi: si è parlato di 10mila persone nel giro di 48 ore. Secondo l'Unhcr, lo scorso anno l'asilo è stato ottenuto da sole 4.800 persone lo scorso anno, e il 40% degli sbarcati sono stati riconosciuti in diritto di protezione internazionale.

Migranti economici
E' dunque una percentuale molto bassa dei numerosi migranti che ogni giorno approdano sulle nostre coste ad avere effettivamente diritto ad ottenere l'asilo in senso stretto, ma la questione è più complessa di quanto si pensi. Innanzitutto perché la stessa definizione di «migrante economico» è fortemente criticata dagli attivisti delle organizzazioni internazionali, che a faticano riconoscono una giustificabile differenza di priorità tra chi arriva spinto dalla guerra o chi lo fa per sfuggire alla fame.

Paesi sicuri
In effetti, il dibattito è aperto anche sulle classificazioni che riguardano i cosiddetti «Paesi sicuri», quelli, cioè, i cui abitanti non hanno diritto a ricevere l'asilo in altri Stati, salvo casi particolari. Una classificazione anch'essa controversa, visto che rientrano nel gruppo anche Paesi poverissimi dell'Africa subsahariana, dove, se pure non ci sono guerre in corso, ci sono terribili dittature, pur benviste dagli occidentali, fame o siccità.