16 ottobre 2019
Aggiornato 13:30
Campi nomadi

Campi rom a Roma, la pseudo verità del M5s contro Meloni e 20 anni di mala politica

Il Movimento 5 Stelle si scaglia contro i partiti che in questi anni, a dir loro, 'non hanno mosso un dito contro i campi rom e adesso si permettono di diffondere falsità, solo per trarne un debole vantaggio politico e mediatico', Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni in testa

La sindaca di Roma Virginia Raggi con l'assesore alla persona, scuola e comunità solidale Laura Baldassarre e Maria Agnese Catini durante la conferenza di presentazione del piano per il superamento dei campi rom di Roma Capitale
La sindaca di Roma Virginia Raggi con l'assesore alla persona, scuola e comunità solidale Laura Baldassarre e Maria Agnese Catini durante la conferenza di presentazione del piano per il superamento dei campi rom di Roma Capitale ANSA

ROMA - Il Movimento 5 Stelle si scaglia contro i partiti che in questi anni, a dir loro, «non hanno mosso un dito contro i campi rom e adesso si permettono di diffondere falsità, solo per trarne un debole vantaggio politico e mediatico». Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni in testa, scrivono sul blog di Grillo. I grillini rivendicano una paternità quantomeno discutibile – quella di aver messo fine ai campi nomadi – partendo da una «premessa» altrettanto discutibile: «Finora nessuno aveva messo mano al problema dei campi rom, perché per molti non era un problema, ma un affare. Vedi Mafia Capitale». Il MoVimento 5 Stelle a Roma «ci ha messo la faccia e ne va fiero». E lanciano persino un avvertimento a chi in questi giorni li critica sostenendo che hanno regalato soldi ai rom: «Mentono sapendo di mentire». Roma, continuano i grillini, era l’unica capitale europea ad avere ancora campi rom, «diciamo era perché grazie a noi è iniziata la fine dei campi, delle roulotte e dei caravan in mezzo alle strade della città, gli incendi occasionali, i furti di corrente agli edifici limitrofi». Altrettanto discutibile affermazione, basterebbe fare un giro per certe zone della Capitale.

Chi mette i soldi?
Stop all’illegalità e al degrado, dunque? Insomma... Di fronte a un'emergenza di questo tipo, prodotta da decenni di malgoverno di Roma, le strada è una sola: smantellare i campi e creare le condizioni affinché l'emergenza non si ripresenti fra qualche anno. Giusto, sacrosanto. Ma chi ci mette i soldi? «Il M5S ha fatto entrambe le cose», si difendono ancora i 5 Stelle, «senza chiedere un solo euro ai romani. I fondi ottenuti grazie a un bando che abbiamo vinto, circa 3,8 milioni di euro, sono dell'Unione europea e sono vincolati. L’Ue ci mette a disposizione questi soldi a patto che siano destinati esclusivamente all’integrazione delle popolazioni rom. Se non li usiamo per chiudere i campi rom, li perderemo». E la questione degli 800 euro prelevati dalle tasche dei romani? Tutto falso, si affrettano a chiarire i grillini: «Nessun cittadino romano pagherà un centesimo. E non è nemmeno vero che ai rom saranno assegnate case popolari. Una pura invenzione. La procedura per l’assegnazione delle case popolari è e resta identica per tutti: anche i rom dovranno sottostare alle stesse regole di un qualunque cittadino».

Meloni: "Razzismo contro gli italiani"
Giorgia Meloni però non ci sta e continua a parlare di «razzismo contro gli italiani»: «I grillini hanno superato le giunte di sinistra scavalcando i diritti degli italiani» perché quella della sindaca Raggi è una proposta «irricevibile». «È la vergogna del Movimento 5 Stelle che propone investimenti in favore di rom e sinti fino a 10 mila euro a famiglia, l’inserimento abitativo o lavorativo. Peccato che la stessa Amministrazione ai cittadini romani non dia assolutamente niente». Appena qualche giorno fa Fratelli d'Italia era davanti al Campidoglio a manifestare contro Raggi & co. raccontando ai microfoni di noi giornalisti le storie di alcuni cittadini abbandonati dalle istituzioni: come Manuel, sfrattato da una casa popolare con 2 figli tra i quali una bambina di 11 anni con invalidità al 100%, o Gianni, che vive dentro a una roulotte. Nessuno ha proposto di pagare l'affitto per questi due cittadini romani. Poi c'è Enrico, «a cui il Municipio dei 5 Stelle ha proposto di andare a vivere dentro un campo rom, che probabilmente è quello che ai romani converrà fare tra poco».

20 anni di mala politica romana 
Quando si smantella un campo rom, «cosa credete che farebbe la vecchia politica?» chiedono ancora provocatoriamente i 5 Stelle. «Farebbe scomparire le famiglie da un momento all'altro? No, le trasferirebbero in un altro campo o un'altra area per un nuovo insediamento. E dopo aver smantellato anche quello? Ne individuerebbero un altro ancora. Sono 20 anni che va avanti questa storia e intanto l'Ue continua a farci pagare multe. Questo significa una sola cosa: che a pagare le sanzioni sono le tasse dei romani. E' quello che hanno sempre fatto le precedenti amministrazioni, da Rutelli a Veltroni, passando per Alemanno e Marino». Ora a Roma si cambia musica, promettono. «Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori. Nessuno prima d'ora aveva mai affrontato il problema in questo modo». Il servizio applicato, sempre nel progetto a 5 Stelle ancora tutto da verificare, è capillare e copre tutta la città. «Iniziamo a chiudere i primi due dei nove campi ancora presenti a Roma. Lo diciamo subito: ci vorrà tempo. Queste non sono operazioni che si fanno dall’oggi al domani.

Due campi verrano smantellati, davvero?
"Qualsiasi tecnico specializzato vi dirà che serviranno mesi. Come per tutto quello che la vecchia politica ha lasciato a Roma, anche in questo caso il MoVimento 5 Stelle non ha la bacchetta magica. Ma ha la libertà di fare le cose che dovevano essere fatte 20 anni fa. E allora iniziamo: i campi della Monachina e La Barbuta verranno chiusi. Parliamo di 700 persone che risiedevano qui»
. Interessate la chiusa dei pentastellati: «Solo il buon senso, in assenza di un sistema mediatico oggettivo e imparziale, può aiutare a comprendere veramente come stanno le cose. E noi siamo certi che i romani sapranno distinguere tra le urla di un Salvini e il lavoro di un'amministrazione che per la prima volta, a Roma, ha iniziato a rimettere in ordine le cose». Davvero?