24 giugno 2021
Aggiornato 13:00
Giustizia e politica

Roma, chiesto il giudizio immediato per Scarpellini e per l'ex braccio destro di Raggi Marra

L'ex braccio destro della sindaca di Roma, Virginia Raggi, e l'imprenditore sono entrambi indagati per corruzione. Nel caso venisse accolta la richiesta dei pm capitolini, si salterebbe la fase dell'udienza preliminare per i due imputati, accorciando i tempi di un eventuale processo

ROMA – A due mesi dall'arresto è stato richiesto il rinvio a giudizio immediato per l'ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi, Raffaele Marra, e anche per l'imprenditore Sergio Scarpellini entrambi indagati per corruzione dalla Procura di Roma. Nel caso venisse accolta la richiesta dei pm, si salterebbe la fase dell'udienza preliminare per i due imputati, accorciando i tempi di un eventuale processo.

Marra in carcere, Scarpellini ai domiciliari
Nell'interrogatorio di garanzia Marra, detenuto in carcere dal 16 dicembre scorso, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere, riservandosi di parlare solo alla fine delle indagini, una volta presa visione di tutti gli atti raccolti a suo carico. Per Scarpellini (che dopo pochi giorni trascorsi a Regina Coeli ha ottenuto gli arresti domiciliari) il gip nei giorni scorsi ha confermato il regime di custodia cautelare.

Quei 367mila euro contestati a Marra
L'anziano manager ai pubblici ministeri ha spiegato di aver erogato negli anni «utilità» a una serie di altri soggetti, tra dirigenti e funzionari del Campidoglio ed esponenti della politica locale, per avere in cambio aiuti e agevolazioni nell'assegnazione di appalti alle sue imprese. Per chi indaga sull'episodio di corruzione che lega Marra a Scarpellini la prova raccolta appare evidente: dai conti correnti del costruttore sono usciti nel 2013 ben 367mila euro, che sono stati utilizzati da Marra per acquistare un appartamento, poi intestato alla moglie.

I pm: «Mercimonio della funzione»
Si tratta di una «consistente regalia», analoga a un'altra avvenuta nel 2010 e ormai prescritta (legata all'acquisto di un immobile in zona Eur con sconto di 500mila euro a beneficio di Marra), che per i magistrati di piazzale Clodio «trova spiegazione esclusivamente in una logica corruttiva», il che spiega come «la ripetuta offerta di disponibilità operata dallo stesso ex capo del Personale del Campidoglio in una conversazione telefonica del primo luglio scorso con la segreteria di Scarpellini appaia chiaramente collegata al mercimonio della funzione».

Marra "totalmente a disposizione" di Scarpellini
Le compravendite immobiliari al centro dell'inchiesta risalgono agli anni passati, ma il 30 giugno 2016, Marra, parlando al telefono con la segretaria di Scarpellini, assicurava di essere «totalmente a disposizione» dell'imprenditore. Secondo la procura, tra le «regalie» di Scarpellini a Marra ci sarebbe il pagamento da parte dell'imprenditore di buona parte dell'appartamento nel quale Marra risiede, da lui acquistato nel 2013 dall'Enasarco, e per il quale Scarpellini avrebbe fornito oltre 367 mila euro. Entrambi gli interessati però hanno sempre escluso la natura corruttiva della cessione di denaro, sostenendo che si è trattato semplicemente di un prestito.