24 giugno 2021
Aggiornato 14:30
Le parole di Luca Telese

«Raggi finita nel tritacarne mediatico, una pagina oscura del giornalismo»

La sindaca di Roma ha (almeno) un giornalista dalla sua parte, l'ex conduttore di Matrix che in un articolo su Tiscali.it ha parlato di notizie che si sono rivelate «false» e che questa «pioggia degli schizzi di fango» le è stata lanciata contro «con l'obiettivo di inzaccherarla»

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ROMA – La sindaca di Roma ha (almeno) un giornalista dalla sua parte: Luca Telese che in un articolo su Tiscali.it ha parlato di notizie che si sono rivelate «false» contro Virginia Raggi, e che questa «pioggia degli schizzi di fango» le è stata lanciata contro «con l'obiettivo di inzaccherarla». Insomma giovedì sera si è scritta una «pagina oscura» del giornalismo italiano che ha dato impasto al «tritacarne mediatico», una politica fino a prova contraria innocente.

Indiscrezioni pubblicate a interrogatorio ancora in corso
Telese ha messo in fila i fatti: nessuna «provvista», nessuna possibilità di incassare il denaro se non in caso morte, nessuna provenienza illecita dei fondi che Salvatore Romeo investiva nelle sue polizze, nessuna ipotesi coreutica, nessuna partita di giro. Ma ancora, si è chiesto il conduttore Tv, come mai le agenzie di stampa alle 7 di sera di giovedì scorso, mentre Raggi era ancora sotto interrogatorio negli uffici della Polizia, hanno incominciato a battere le domande degli inquirenti e le ipotesi accusatorie rivolte alla prima cittadina? Forse per avere materiale «fresco» con cui riempire i Tg della sera e le prime pagine dei giornali del giorno seguente?

La Procura: «Nessuna ipotesi di reato»
Domande legittime, visto che la Procura di Roma il giorno dopo l'interrogatorio ha fatto sapere che sulle polizze non è stata contestata «nessuna ipotesi di reato». Romeo dal canto suo si è spiegato con un post su Facebook dove ha scritto che «i premi scattavano solo in caso morte, non ho moglie ne figli, solo in quella eventualità avevo destinato le somme ai miei amici». Insomma la tesi di Telese è che gli inquirenti quando hanno sentito Raggi sembra non avessero dubbi sulla legalità delle polizze, ma quella vicenda è stata utilizzata strumentalmente dagli organi di informazione (e da chi ha fornito ai giornalisti informazioni già verificate e scartate) per montare un caso mediatico con cui seppellire, seppur solo per qualche ora la sindaca di Roma.

«Perché nessuna smentita il giorno dopo?»
Una situazione totalmente fuori dal normale, ha denunciato Telese che ha invitato i suoi colleghi a una riflessione: «Possiamo davvero scrivere una cosa, e il suo esatto contrario, in meno di 12 ore, e non porci nemmeno una domanda? Non giustificare nulla ai lettori?». Anche perché il giorno dopo, «quando  ti rendi conto di aver scritto sotto dettatura, di aver raccolto una polpetta avvelenata, quando sai matematicamente di essere stato usato, per chissà quali motivi. Quando sei certo che Marra non era indagato, che le polizze non erano la 'provvista' dello studio Previti, non erano i finanziamenti di Al Capone, non erano un beneamato cavolo. Non ritieni di doverlo scrivere?».