28 giugno 2022
Aggiornato 23:30
Movimento 5 stelle

Interrogatorio per la Raggi, in Procura le chat al veleno del M5s romano

La sindaca della Capitale è indagata per abuso di ufficio e falso in atto pubblico nell’ambito dell’inchiesta sulla nomina del fratello di Raffaele Marra, Renato, alla direzione del dipartimento Turismo del Campidoglio

Interrogatorio, ma al di fuori degli uffici della Procura di Roma, per la sindaca della Capitale, Virginia Raggi
Interrogatorio, ma al di fuori degli uffici della Procura di Roma, per la sindaca della Capitale, Virginia Raggi Foto: ANSA

ROMA – Interrogatorio, ma al di fuori degli uffici della Procura di Roma, per la sindaca della Capitale, Virginia Raggi, indagata per abuso di ufficio e falso in atto pubblico nell’ambito dell’inchiesta sulla nomina del fratello di Raffaele Marra (anche lui indagato per abuso di ufficio), Renato, alla direzione del dipartimento Turismo del Campidoglio.

Le accuse alla Raggi
L'indagine sulla prima cittadina è scattata una volta che gli inquirenti hanno acquisito il parere dell'Autorità nazionale anti-corruzione che ha sollevato la questione del conflitto di interessi per quella nomina. Secondo l'accusa Raggi avrebbe nominato a dirigente Renato Marra senza prima confrontare il suo curriculum con quello di altri potenziali candidati e avrebbe mentito al responsabile anti-corruzione del Campidoglio, dicendo di aver agito in totale autonomia.

Dossieraggio su De Vito
Nelle carte dell'inchiesta ci sono poi i tanti messaggi scambiati fra la sindaca e il suo «cerchio magico», dove sembra emergere un'attività di dossieraggio ai danni del suo rivale alla poltrona di sindaco di Roma Marcello De Vito. De Vito viene messo in croce, a gennaio 2016 a ridosso delle «comunarie» del M5s, nelle chat dei pentastellati romani per aver chiesto un accesso agli atti (nel marzo del 2015) e verificare se dietro un presunto condono edilizio ci fosse stata una bustarella. A segnalargli la pratica sospetta era stato l'avvocato Paolo Morricone, impiegato presso il gruppo dei 5 stelle alla Regione, eletto consigliere municipale nel quartiere di Virginia Raggi e poi dimessosi.

Raggi: «Lombardi deve fare pace con il cervello»
Nelle conversazioni private fra i dirigenti del M5s romano De Vito viene prima presentato come colpevole del reato di abuso di ufficio, accusa che non ha retto nemmeno il «tribunale» interno del M5s romano, ma che lo ha comunque escluso dalla corsa per diventare sindaco della Capitale. A quanto emerge dai messaggi sembra che la colpa più grave di De Vito fosse essere vicino a Roberta Lombardi, acerrima nemica della Raggi ancor prima che quest'ultima divenisse prima cittadina. «Non dobbiamo dargliela vinta a lui – ha scritto l'attuale consigliere capitolino Marco Terranova, fedelissimo della Raggi – ma soprattutto alla Lombardi». Raggi su di lei è sprezzante: «Deve fare pace con il cervello».

Grillo: «Per Roma non esiste nessun piano B»
La sindaca di Roma su Morricone invece aveva chiesto: «Ragazzi scusate ma per verificare il sospetto di mazzette all'ufficio condoni fai l'accesso agli atti di un procedimento?! In caso chiami la polizia. A meno che il tizio non fosse amico/cliente di Paolo». Intanto nonostante l'interrogatorio il fondatore del M5s, Beppe Grillo, solitamente allergico al termine garantista, ha ribadito la sua fiducia alla Raggi con un post sul suo blog dal titolo inequivocabile: «Per Roma non esiste nessun piano B».