29 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
Movimento 5 stelle

«Ve la racconto io la verità: a Roma una guerra tra correnti, Raggi non c'entra»

Il giornalista e scrittore grillino della prima ora racconta i retroscena dei pentastellati in Campidoglio ed è durissimo sul Movimento 5 stelle: «Rischia di essere la più grossa truffa della storia politica d’Italia»

ROMA – A Roma il problema sono le correnti, Virginia Raggi è solo un capro espiatorio. Parola di Mauro Suttora, giornalista e scrittore grillino della prima ora. In una lunga intervista su Formiche.net Suttora è categorico: nella Capitale è in corso un'insidiosa «guerra tra correnti, non c’entra niente Virginia Raggi».

Lo scontro Taverna-Raggi
Secondo il giornalista, che ha frequentato il Movimento 5 stelle dal 2007, i pentastellati sono da sempre divisi e negli ultimi tre anni Roberta Lombardi è riuscita a imporsi a Roma come capobastone. Salvo poi vedersi «scippare» il Campidoglio da Raggi, che Lombardi avrebbe voluto affidare al suo uomo, Marcello De Vito. Il direttorio in versione ridotta creato appositamente per la Capitale, sarebbe nato proprio per dare spazio agli esclusi: lì infatti sono stati piazzati oltre che alla Lombardi stessa, la senatrice Paola Taverna, l’eurodeputato ed ex portaborse di Taverna, Fabio Massimo Castaldo e il consigliere regionale Gianluca Perilli.

Raggi «provata psicologicamente»
Suttora ha spiegato che questo minidirettorio nato «ufficialmente ‘per aiutare’ Raggi, ufficiosamente per controllare quello che faceva» è stato «mandato a quel paese nel giro di poche settimane» dalla sindaca, allergica a qualsivoglia interferenza esterna dal «Raggio magico». Ora però la prima cittadina è «provata psicologicamente», ha sostenuto il giornalista, perché è rimasta sola: ha perso il braccio destro Raffaele Marra, arrestato con l’accusa di corruzione, è stato allontanato il suo caposegreteria Salvatore Romeo ed è stato declassato un altro suo fedelissimo, Daniele Frongia. Insomma una «dead woman walking» che per lo scrittore si deve aspettare «prima o poi» un avviso di garanzia «con tutti i pasticci che ha combinato, poi ha fatto l’errore di mandar via il capo di gabinetto Carla Maria Raineri…».

«L’M5S rischia di essere la più grossa truffa della storia politica d’Italia»
Suttora ha concluso la sua analisi con parole durissime: «L’M5S rischia di essere la più grossa truffa della storia politica d’Italia» e ha portato alcuni esempi: «Dopo 48 ore di silenzio dall’arresto di Marra Alessandro Di Battista si è fatto vivo su Facebook con un discutibile video per le sue groupie. Luigi Di Maio ormai è in bilico, con quella bugia agostana sul fatto che non sapeva che Muraro era indagata». A livello nazionale poi, la tesi del giornalista, è che «non c’è più una linea di comando» con Beppe Grillo che ha detto chiaramente che vuole prendersi una pausa dalla politica per tornare a teatro e Davide Casaleggio non è adatto a prendere le redini del Movimento: «E’ un bocconiano, ha una cultura opposta, di capoazienda che dà ordini. E poi, davanti baci e abbracci, ma alle spalle tutti lo chiamano ‘Trotaleggio’».