18 luglio 2019
Aggiornato 21:00
Centrodestra

Parisi lancia Energia per l'Italia: «Non saremo l'ennesimo partitino»

Il candidato alla poltrona di sindaco di Milano ha spiegato perché ha fondato il nuovo movimento politico: bisogna «evitare il rischio che in Italia l'alternativa sia tra Renzi e Grillo». Poi esclude alleanze con Lega Nord e Fratelli d'Italia

ROMA - Stefano Parisi ha lanciato un nuovo movimento politico, Energia per l'Italia, presentandolo non come «l'ennesimo partitino», ma come «un contributo importante al centrodestra, alternativo a Renzi e alla sinistra».

«Non siamo un partitino»
Il candidato alla poltrona di sindaco di Milano ha spiegato di aver parlato con i vertici di Forza Italia presentandogli un progetto «ambizioso», chiarendo che «se qualcuno resiste e preferisce lo status quo vedremo cosa fare», cioè se presentare o meno una lista alle prossime amministrative. Comunque ha tenuto a ribadire durante la conferenza stampa: «Sicuramente non siamo un partito né una sommatoria dì diaspore».

No a coalizione con Salvini e Meloni
Quanto alle coalizioni, Parisi ha chiarito di non voler litigare con nessuno, ma di rimanere «fermo perché voglio un confronto chiaro», anche perché «non abbiamo più tempo di fare coalizioni che mediano e non producono nulla». L'ex direttore generale di Confindustria ha attaccato Lega Nord e Fratelli d'Italia, chiarendo che «se le posizioni rimangono così non c'è ombra di dubbio» sul fatto che la destra lepenista della Lega e di Fdi resterà divisa dal resto del centrodestra. «Forza Italia è nel Ppe, ha una linea sull'Ue opposta a quella di Salvini. O uno dei due cambia idea o sarà molto difficile» fare una coalizione insieme, ha aggiunto.

«Oggi non c'è alternativa tra Renzi e Grillo»
Il fondatore di Energia per l'Italia ha spiegato di voler partecipare a un progetto di centrodestra che offra «una alternativa seria, liberale e popolare, alternativa a quella di sinistra» e che bisogna «evitare il rischio che in Italia l'alternativa sia tra Renzi e Grillo: oggi non c'è alternativa tra Renzi e Grillo».

«Con Berlusconi non eravamo mica fidanzati»
Sul suo rapporto con Silvio Berlusconi, il già amministratore delegato di Fastweb ha spiegato di non sentirsi «tradito» dal Cavaliere, in quanto «non eravamo fidanzati». Il fu city manager di Milano ha sottolineato di aver sempre avuto un «un rapporto libero» con il capo di Fi al quale «ho proposto un progetto di rinnovamento, all'inizio gli era piaciuto, sono convinto sia importante. Gli ho fatto proposte di rigenerazione della politica, così com'è Forza Italia non va avanti, comunque mi interessa parlare all'opinione pubblica, agli italiani, e mi interessano poco le operazioni di Palazzo. Non sto recidendo alcun cordone ombelicale. Gli avevo proposto un progetto di rinnovamento che mi sembrava lui appoggiasse. Evidentemente ha dei ripensamenti, io sono convinto che questo progetto non possa non destare l'attenzione di tutti coloro che in buona fede vogliono cambiare l'Italia». L'ex premier comunque lo ha finanziato, ha ammesso Parisi, ma «da luglio è tutto autofinanziato. Ci ha aiutato in campagna elettorale». Il fondatore di Chili ha continuato: «L'indipendenza e l'autonomia sono molto importanti» e «la politica gratis come la vuole Grillo non è democrazia. Deve essere chiaro che le istituzioni hanno un costo» ha continuato.