Un morto e cinque feriti

Crollo cavalcavia, è polemica tra la provincia di Lecco e l'ANAS

Ieri l'Anas ha sottolineato che prima del disastro un cantoniere Anas ha preavvisato gli addetti alla mobilità della Provincia, che avrebbero però richiesto una procedura formale per procedere eventualmente alla chiusura al traffico del cavalcavia. Alfano: «Indagare fino in fondo». Maroni: «Non sta a me stabilire responsabilità».

Crollo cavalcavia, è polemica tra la provincia di Lecco e l'ANAS
Crollo cavalcavia, è polemica tra la provincia di Lecco e l'ANAS (ANSA)

LECCO - Sul crollo del cavalcavia ad Annone Brianza in provincia di Lecco, che ha provocato un morto e cinque feriti, sono in coro le inchieste della magistratura e della commissione istituita dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. E, mentre proseguono le operazioni di rimozione delle macerie e la Ss 36 è ancora chiusa, continuano le polemiche e il rimpallo tra la provincia di Lecco e l'Anas.
Ieri l'Anas ha sottolineato che prima del disastro un cantoniere Anas ha preavvisato gli addetti alla mobilità della Provincia, che avrebbero però richiesto una procedura formale per procedere eventualmente alla chiusura al traffico del cavalcavia.

La posizione della Provincia di Lecco
Per la provincia le ricostruzioni di Anas «non collimano» con quelle in possesso dell'ente. «In relazione al tragico evento di ieri ad Annone Brianza, la Provincia di Lecco esprime innanzitutto cordoglio ai familiari della vittima e vicinanza ai feriti», e - si legge in una nota - «si precisa che la ricostruzione dei fatti rappresentata dai comunicati stampa di Anas e dalle dichiarazioni dei loro responsabili non collima con le informazioni sull'accaduto in possesso della Provincia di Lecco». «Sono davvero rammaricato - ha commentato il Presidente della Provincia di Lecco Flavio Polano - per le comunicazioni rilasciate da Anas dopo l'evento con una tempistica quasi cronometrica, che addossano le responsabilità alla Provincia di Lecco, rispetto a una sequenza di fatti e circostanze che saranno chiariti dalle inchieste aperte, le quali stabiliranno le responsabilità».

La replica dell'ANAS
L'Anas poco dopo, con un nuovo comunicato ha ribadito la versione data ieri sera sull'avvenuto preavviso, sottolineando inoltre che il Tir che ieri si è schiantato sulla strada statale sottostante per il cedimento del cavalcavia, pesava circa 108 tonnellate, e non risulta avesse la necessaria autorizzazione al transito su quel tratto della SP49. Questa la ricostruzione dell'Anas: «Il cantoniere Anas addetto alla sorveglianza del tratto della strada statale SS36 al km 41,900, già attorno alle ore 14.00, avendo constatato il distacco di alcuni calcinacci dal manufatto, ha disposto immediatamente la loro rimozione e la parzializzazione della SS36 in corrispondenza del cavalcavia. Subito dopo il cantoniere, in presenza della Polizia Stradale, ha contattato gli addetti alla mobilità della Provincia di Lecco, responsabile della viabilità sul cavalcavia, e li ha ripetutamente sollecitati alla immediata chiusura della strada provinciale SP49 nel tratto comprendente il cavalcavia, perché poteva esserci un pericolo. Gli addetti della Provincia hanno richiesto un'ordinanza formale da parte di Anas che implicava l'ispezione visiva e diretta da parte del capocentro Anas, il quale si è attivato subito, ma attorno alle 17, proprio mentre giungeva sul posto il cavalcavia è crollato, a causa del passaggio di un trasporto eccezionale di peso ingente».
Infatti - sottolinea l'Anas - «il mezzo pesante aveva una portata di circa 108 tonnellate, superiore a quella ordinaria, e non era stato autorizzato da Anas, che peraltro non ha in gestione la viabilità sulla strada provinciale SP49 dove era posto il cavalcavia».

Alfano: «Indagare fino in fondo»
Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell'Interno Angelino Alfano, oggi a Palermo per un incontro organizzato da Ncd sulle «ragioni del sì» al referendum sulle riforme costituzionali, avvertendo: «Non bisogna mollare l'idea di indagare fino in fondo, per capire quali siano state le cause e di chi siano le responsabilità. Per il resto occorre ammodernare, aggiornare, ristrutturare e fare tutto il lavoro di implementazione delle nostre infrastrutture pubbliche, un lavoro che questo Governo ha già avviato».

Maroni: «Non sta a me stabilire responsabilità»
Dal canto suo il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha chiesto «una ricognizione complessiva delle infrastrutture per vedere se ce ne fossero a rischio, stanziando risorse adeguate», e riguardo alle versioni discordanti tra provincia e Anas ha tranciato: «Nessuno dei due è intervenuto in tempo. Non sta a me - ha concluso - stabilire responsabilità».