20 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
Il dg di Ama Giovanni Fiscon

Roma, nelle carte su Muraro spunta l'uomo di Mafia Capitale

Si aggrava la posizione di Paola Muraro, indagata ma fino ad ora blindata da Virginia Raggi. Perché nella vicenda che la riguarda spunta uno degli uomini di Mafia Capitale, il dg di Ama Giovanni Fiscon

ROMA - Si aggrava la posizione di Paola Muraro, assessore all'Ambiente della Capitale. Perché nella vicenda che la riguarda spunterebbe il nome del direttore generale di Ama Giovanni Fiscon, uno dei principali imputati nel processo di «Mafia Capitale». Secondo quanto riportato dai media, sarebbe stato proprio lui a siglare i contratti di Paola Muraro con la municipalizzata. E a sceglierla come consulente giudiziario nei suoi processi.

Il quadro
Fiscon è adesso indagato con lei per il reato di abuso d’ufficio, sospettato di aver aggirato le norme proprio per favorirla. Le notizie sono giunte dopo l’ascolto delle nuove telefonate inserite nel fascicolo d’indagine sull’organizzazione guidata da Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. Il resto lo avrebbero fatto le verifiche degli atti sequestrati presso l’azienda di gestione dei rifiuti: ciò che gli inquirenti devono verificare è se l’assessore sia stata al centro di interessi ritenuti illeciti. L’avvocato di Fiscon, Salvatore Sciullo, che aveva accettato di difendere anche Muraro, è stato costretto a rimettere il mandato chiedendo all’assessore di farsi assistere da un altro legale.

La contestazione più grave
Il sospetto degli inquirenti è che Muraro non fosse una semplice consulente all’interno di Ama, come previsto dagli accordi siglati, ma una vera e propria manager con la delega alla gestione degli impianti Tmb e dei tritovagliatori. Secondo gli accertamenti svolti dai carabinieri del Noe, Muraro potrebbe aver favorito la contraffazione dei risultati sia per quanto riguarda la quantità che per la qualità del materiale trattato. L'attuale Assessore avrebbe anche favorito le aziende del ras dei rifiuti Manlio Cerroni, facendo lavorare gli impianti di Amaa regime più basso di quanto era invece possibile, e consentendo pertanto alle ditte private di poter smaltire il resto della spazzatura. Analizzando le delibere, sarebbe anche emerso che Muraro fu scelta nonostante all’interno della municipalizzata ci fosse già chi poteva svolgere le sue stesse mansioni e che pertanto, come la legge prescrive, doveva essere favorito rispetto a un consulente «esterno».

L'accordo con Fiscon
L'attenzione del pubblico ministero Alberto Galanti, titolare del fascicolo con l’aggiunto Paolo Ielo, si concentrerebbe anche su un accordo siglato da Fiscon per farsi assistere nei processi proprio da Muraro. In pratica, nonostante i dirigenti possano ottenere che le spese vengano pagate dall’azienda solo se il reato contestato escluda il dolo ed è nell’esercizio delle funzioni, Fiscon avrebbe fatto in modo che gli onorari della Muraro fossero pagati in qualsiasi caso, compresi quelli di dolo e colpa grave: un abuso della propria funzione che gli avrebbe consentito di ottenere un indubbio vantaggio economico.

Le telefonate
Le nuove conversazioni trascritte dai carabinieri del Ros sarebbero circa trenta, allegate agli atti del nuovo fascicolo. Conversazioni in cui Muraro parla con Fiscon e con l’ex amministratore delegato di Ama Franco Panzironi. Cosa succederà ora? È possibile che l’assessore venga convocata al termine di queste verifiche insieme a Fiscon. Muraro, però, potrebbe anche essere chiamata a giudizio con rito immediato.

La decisione della Raggi
Quanto alla sindaca Virginia Raggi, è certamente l'ennesima tegola caduta sulla sua tormentata amministrazione. Ad oggi, pur sapendo sin dallo scorso luglio che Muraro era stata iscritta nel registro degli indagati per illeciti ambientali, Raggi ha blindato l'Assessore, aspettando di conoscere il contenuto delle carte. A breve gli atti saranno resi pubblici, e alla sindaca spetterà la decisione più dura.