28 maggio 2020
Aggiornato 17:35
Una (rara) buona notizia per il Campidoglio

Raggi, archiviata l'inchiesta su consulenza Asl di Civitavecchia

Il gip di Roma ha archiviato l'inchiesta sull'omessa dichiarazione, da parte di Virginia Raggi, di incarichi e compensi relativi a una consulenza presso all'Asl di Civitavecchia

ROMA - Una buona notizia (di questi tempi rara) giunge in Campidoglio. Finisce in archivio l'inchiesta sui presunti illeciti connessi all'omessa dichiarazione di incarichi e compensi relativi ad una consulenza presso la Asl di Civitavecchia da parte della sindaca di Roma, Virgina Raggi, e relativa al periodo in cui era consigliera dell'assemblea capitolina. Il gip ha chiuso il caso su richiesta del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Francesco Dall'Olio, che ai primi di agosto avevano sollecitato di archiviare sulla base del fatto che le motivazioni addotte dalla Raggi erano da considerare plausibili.

Fiducia nella magistratura
Il fascicolo era stato aperto sulla base dell'esposto presentato dall'Associazione nazionale libertà e progresso. I due incarichi, in particolare, riguardavano il recupero crediti per complessivi 13mila euro. Erano stati affidati alla Raggi dall'Asl Roma F di Civitavecchia. Venerdì 21 luglio scorso il primo cittadino era stato sentito dai pubblici ministeri. Poi aveva scritto su Facebook: «Ho chiarito ogni aspetto, ho piena fiducia nel lavoro della magistratura».

Il fascicolo
Ma a cosa si riferiva, di preciso, il fascicolo? Virginia Raggi aveva avuto incarichi con la Asl, conferiti nel 2012 (8mila euro) e nel 2014 (5mila euro), perché cercasse le proprietà del medico debitore della Asl, Giuseppe Crocchianti, recentemente defunto. Ma l'attuale sindaco di Roma, quando era Consigliere comunale, non aveva mai dichiarato il secondo incarico del 2014, e aveva dichiarato il primo solo quando ha ricevuto l’acconto (1878 euro), nel 2015. Il 21 luglio scorso era stata anche sentita dai pm Paolo Ielo e Francesco Dall’Olio, che, dopo averla iscritta per falso, ne hanno richiesto l’archiviazione. Secondo l’impostazione della procura i moduli erano poco chiari. Il gip Di Grazia ha dato ragione ai magistrati.

Il procedimento Anac
Sulla vicenda anche l'Anac di Raffaele Cantone ha avviato un procedimento amministrativo dell’Anac. Il presidente dell’autorità Anticorruzione, pur ammettendo che i moduli del Comune sono poco chiari, ritiene che il sindaco per la legge Severino sia inadempiente. Non è però stata emessa nei suoi confronti alcuna multa, perché la legge del 2013 prevede l’obbligo, ma i trasgressori non vengono sanzionati. Alla fine, il provvedimento dell’Anac bacchetta il sindaco e richiede al responsabile trasparenza del Comune di Roma di pubblicare i due incarichi di Raggi sul sito web dell’amministrazione.

(Con fonte Askanews)

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