il rapporto annuale

Corruzione, Cantone: «Carenza sulla trasparenza nel 2015. Ma la strada intrapresa è quella giusta»

Per il presidente dell'Anac non sono mancate luci e ombre nell'amministrazione pubblica durante il 2015. Numericamente significative sono le carenze nella trasparenza e scarso è stato l'utilizzo dell'istituto dell'accesso civico

ROMA - Il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, ha presentato oggi al Senato la Relazione sul 2015. «La trasparenza rappresenta il più importante presidio per il contrasto della corruzione», ma «nell'attuazione pratica, ci sono state luci e ombre", ha dichiarato dinnanzi ai senatori.

Luci e ombre dell'amministrazione pubblica
Il presidente dell'Anac ha spiegato che «luci si intravedono nell'adeguamento sempre maggiore agli obblighi di pubblicità», anche se permane ad oggi una piccola parte di amministrazioni (il 16,5%) che non si è dotata, all'interno del proprio sito, della sezione 'Amministrazione trasparente', il 'contenitore' di tutte le informazioni da pubblicare. Invece «molti sono stati i casi di mancanza nel sito delle informazioni obbligatorie e su di essi si è concentrata la vigilanza dell'Autorità».

I tre livelli della vigilanza dell'Anac
La vigilanza dell'Anac è articolata su tre livelli: una prima richiesta di adeguamento, l'adozione di un provvedimento di «ordine» in caso di inadempimento e la sua pubblicazione (che dà luogo alla c.d. "sanzione reputazionale") laddove l'amministrazione non si sia completamente adeguata alle richieste dell'Autorità. E «i risultati anche in questo caso sono positivi": su 311 enti-amministrazioni per i quali si è concluso il ciclo di verifiche, l'82% si è adeguato dopo il primo intervento dell'Autorità, mentre il 9% dopo l'adozione del provvedimento d'ordine; soltanto il 2% non ha ottemperato e solo il 7% lo ha fatto parzialmente.

Numericamente significative le carenze nella trasparenza
Quindi per Cantone «i dati suggeriscono che, pur in presenza della sola sanzione reputazionale per molti degli obblighi previsti dalla normativa, la 'strategia dell'accompagnamento' delle amministrazioni verso la piena trasparenza sta fornendo buoni risultati». Invece «numericamente più significative sono state le carenze nella pubblicazione di dati patrimoniali dei titolari di incarico di indirizzo politico degli enti controllati», che danno luogo a una sanzione amministrativa: su 110 casi in cui l'Autorità ha inviato una richiesta di informazioni al Responsabile della trasparenza per le violazioni di tale obbligo, in 57 la risposta è stata che l'inadempimento è dipeso dall'omessa comunicazione da parte del titolare di incarico; in queste circostanze si è avviato il non semplice procedimento sanzionatorio.

Scarso l'utilizzo dell'istituto dell'accesso civico
Inoltre «scarso è stato anche l'utilizzo, per mancanza di adeguata conoscenza, dell'istituto dell'accesso civico», che avrebbe dovuto consentire a chiunque di richiedere documenti, dati o informazioni nei casi di omessa pubblicazione. Per la disanima dell'Anac e del suo presidente «l'inefficacia del sistema della trasparenza previsto dal decreto legislativo 33 del 2013» - che si riverbera sulla qualità e sulla completezza dei dati pubblicati - «risiede soprattutto nella sua scarsa accettazione da parte delle amministrazioni», che continuano a vederlo non come uno strumento che favorisce la partecipazione dei cittadini, ma come «un aggravio burocratico, anche perché sono considerate troppe le informazioni da pubblicare».

Il decreto legislativo numero 97 del 2016
E «in questa prospettiva, ci si augura possano avere un effetto positivo le numerose novità introdotte dal recente decreto legislativo numero 97 del 2016». Per Cantone il nuovo testo va nella giusta direzione laddove bilancia la semplificazione e la riduzione degli obblighi di pubblicazione con l'introduzione di un meccanismo molto simile al Freedom of Information Act, di derivazione anglosassone, che permette a chiunque di chiedere dati o documenti alle amministrazioni a prescindere dalla titolarità di situazioni giuridiche rilevanti.

Il ruolo decisivo delle amministrazioni
«Nell'attuazione dell'importante riforma - avverte Cantone - giocheranno un ruolo decisivo la capacità organizzativa delle amministrazioni", cui è stato opportunamente concesso un termine di sei mesi per adeguarsi, ma anche le linee guida da emanarsi d'intesa fra l'Autorità e il Garante per la protezione dei dati personali - con cui è stata avviata una proficua collaborazione - che individueranno, con maggiore precisione, le eccezioni al diritto di accesso - e, infine, il concreto funzionamento del sistema dei controlli contro gli eventuali dinieghi all'accesso dei cittadini.

Cantone: La strada intrapresa è quella giusta
Cantone ritiene comunque che nella lotta alla corruzione «la strada intrapresa è quella giusta» che può «immettere nel sistema gli anticorpi» necessari. «Molti semi sono stati gettati e tanti altri ne getteremo ma bisogna attendere, con pazienza, gli effetti. Sappiamo, in conclusione, che il compito che ci aspetta è molto difficile, ma posso dire che ce la metteremo tutta» e, ha aggiunto Cantone, «so di poter concludere con questo impegno anche a nome dei colleghi e amici che compongono il Consiglio dell'Autorità e del segretario generale.». Infine il presidente dell'Anac ha concluso ringraziando i dirigenti, i funzionari e i dipendenti dell'Autorità che, «in questo periodo di grandi e complessi cambiamenti che hanno investito la nostra struttura, non hanno mai fatto mancare il loro fondamentale apporto, evidenziando qualità umane e professionalità che intendo esplicitamente rimarcare».