28 settembre 2021
Aggiornato 18:00
Il presidente della Camera sui partiti

Boldrini: Non c'è democrazia senza partiti. Chiediamo di fare pulizia

Boldrini ha ribadito che i partiti devono fare pulizia, ma ha parlato anche dei sindacati che si devono rendere più capaci di capire le nuove forme di lavoro e al netto di tutto questo una democrazia ha bisogno di partiti e sindacati

ROMA - «Non c'è democrazia senza i partiti. Dobbiamo chiedere loro di fare pulizia al loro interno, di tornare ad essere luoghi di aggregazione e di confronto, nell'ottica non di distruggere ma di costruire». Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini intervistata da Rtl 102.5. «Disaffezione dalla politica? C'è una percezione diffusa ma sbagliata secondo la quale i #politici - ha ribadito la presidente della Camera in un tweet - sono tutti uguali». Boldrini ha ribadito che «i partiti devono fare pulizia» ma ha parlato anche dei sindacati che «si devono rendere più capaci di capire le nuove forme di lavoro e al netto di tutto questo una democrazia ha bisogno di partiti e sindacati, quindi compito delle istituzioni è di aiutare questo percorso di cambiamento nell'ottica però non di distruggere, ma di costruire»

L'importanza delle istituzioni
Parlando a Rtl 102.5, il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha affermato: «Io mi batto tanto per coinvolgere i ragazzi nella vita delle istituzioni, apro Montecitorio a tutti coloro che sono interessati a capire meglio che cosa facciamo lì dentro». E ha continuato: «Proprio perché io, entrando lì da un'altra esperienza, ho capito dal di dentro l'importanza delle istituzioni, ma per fare in modo che vengano capite dobbiamo renderle più trasparenti, comprensibili e alla portata dei cittadini». 

Aprire il Palazzo e stare tra la gente
«Le istituzioni - ha aggiunto il presidente della Camera - hanno la responsabilità di essere rispettabili, trasparenti, avvicinare vuol dire dare la possibilità di comunicare con gli strumenti che le persone usano, i social media, e alla Camera hanno fatto una piccola rivoluzione digitale per avvicinare i giovani». Da quando Laura Boldrini è Presidente della Camera, in questi tre anni, un milione di italiani sono entrati alla Camera perché «facciamo tantissime iniziative culturali: mostre, presentazioni di libri, film, tutto quello che può servire per ragionare, la politica ha bisogno di ragionamento e farlo insieme alle persone è ancora più importante, non da soli chiusi». Secondo la Boldrini, bisogna quindi aprire il Palazzo, andare fuori, stare in mezzo alle persone nei territori, ascoltare, mettersi al servizio: «Questo serve per far partecipare i nostri giovani, perché è fondamentale per il futuro del Paese che i giovani abbiano fiducia nelle istituzioni, ma le istituzioni se la devono meritare questa fiducia e devono quindi dare prova di poter essere apprezzabili, il mio sforzo va in questo».

Sobrietà a Montecitorio
«Stiamo facendo - ha concluso - un'opera di sobrietà, abbiamo tagliato 223 milioni di euro al budget della Camera, quindi di risparmi ai cittadini, si dirà che non è abbastanza». Per il presidente della Camera, bisogna essere più sobri e spendere di meno ma, al netto degli sprechi, la democrazia ha un costo, perché non è possibili pensare alle istituzioni senza costi. Bisogna fare tagli, sobrietà, ma poi bisogna anche essere felici di spendere in democrazia e io ho lavorato in molti Paesi dove non c'è la democrazia e vorrei che si cogliesse il senso della democrazia, quanto è importante, «e questa democrazia deve essere rappresentata nel modo migliore, quindi anche dal punto di vista dei partiti», ha concluso Boldrini.