26 giugno 2019
Aggiornato 11:30
L'ex sindaco sul debito capitolino

Alemanno: Accumulo di debiti è scempio del centrosinistra

L'ex primo cittadino si fa sentire e commenta i 12 miliardi di debito romano dando la colpa alle amministrazioni di centrosinistra

ROMA - Torna a farsi sentire l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e commenta il nodo delicato del debito romano, puntando il dito contro la giunta precedente, quella Veltroni. «È sconcertante vedere che esponenti della gestione Veltroni come Roberto Morassut continuino a tentare di confondere le acque sulla gestione commissariale del debito di Roma», afferma Alemanno.

Gli scempi del centrosinistra
«Questa gestione riguarda solo ed esclusivamente i debiti contratti e i crediti non riscossi prima del nostro insediamento nel 2008. I contratti di derivati, l'incapacità di individuare i creditori e l'accumulo di debiti sono scempi finanziari fatti dalle gestioni di centrosinistra fino a quella di Walter Veltroni, che hanno portato il buco di bilancio di Roma alla folle cifra di debito di 22,3 miliardi di euro accertato dallo stesso commissario Silvia Scozzese», spiega l'ex sindaco.

Grazie a Alemanno controlli
«Se la situazione è stata progressivamente rimessa sotto controllo questo è merito unicamente dell'accordo che la nostra Amministrazione sottoscrisse col governo di centrodestra di Silvio Berlusconi nel 2008. La cosa sconcertante è che su tutto questo nessuna indagine della Magistratura e della Corte dei Conti è mai giunta ad una qualche conclusione, ma almeno gli esponenti dell'amministrazione Veltroni abbiano il pudore di tacere», conclude Alemanno.