18 ottobre 2019
Aggiornato 04:30

Comunali Roma, Bertolaso: «A L'Aquila situazione migliore di Roma»

Il candidato del centrodestra parla ancora di una «Roma terremotata» vittima della rassegnazione e dell'amarezza

ROMA - «Per certi versi la città terremotata de L'Aquila era in una situazione anche migliore rispetto a quella di Roma». A dirlo è il candidato a sindaco di Roma Guido Bertolaso che, ospite di Sky Tg24, si lancia nell'azzardato paragone. Già in passato l'ex numero uno della Protezione Civile – che a L'Aquila era stato proprio nella veste di responsabile della Protezione Civile all'indomani del terremoto del 2009 – aveva parlato di una «Roma terremotata». Torna a farlo e spiega perché la Capitale verterebbe in condizioni peggiori del capoluogo abruzzese, travolto dal terremoto nell'aprile del 2009: «Lì c'è stata coesione sociale e voglia di ripartire e ricostruire la città. Qui a Roma c'è tanta rassegnazione, delusione e amarezza».

Berlusconi ci prova ancora
Intanto, mentre il protetto di Silvio Berlusconi continua la campagna elettorale in solitaria, gli animi del centrodestra continuano a ribollire. Per il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, non ci sarebbe speranza per Bertolaso: «L'unico candidato che può vincere a Roma si chiama Giorgia Meloni». Berlusconi non rinuncia, però, al sogno di un centrodestra capitolino unito e spinge affinché si trovi un punto di incontro tra le parti: «Sono a disposizione, però oggi a Milano ci sono i funerali di Cesare Maldini e non penso che sia la giornata giusta. Il mio obiettivo è mandare a casa un governo di incapaci e sindaci altrettanto incapaci. Quindi se le idee sono chiare, un accordo si trova anche domattina».

«Corro anche da solo»
Bertolaso, però, non sembra essere persuaso dalla ostinata idea di Silvio di un centrodestra unito e si dice convinto a continuare per la sua strada: «Se anche Forza Italia decidesse di sfilarsi vado avanti lo stesso». E ammette ancora il candidato: «Sono d'accordo con Renzi: in questo Paese siamo bravissimi a farci male. Quando c'è qualcuno che fa qualcosa di utile per il Paese e per la città viene massacrato».

Verso un centrodestra unito?
Nonostante ciò, il candidato si dice convinto dell'importanza di una situazione diversa, più serena nel centrodestra: «Abbiamo tutti la certezza che uniti si vincerebbe, forse anche al primo turno. Si tratta di mettere da parti interessi personali, obiettivi politici anche a livello nazionale. Bisogna rimboccarsi le maniche. Storace è sicuramente un valore aggiunto perché è esperto e conosce bene la città. Marchini è un tecnico che può portare competenze importanti. Sarebbe fantastico se riuscissimo a unirci tutti. Ho dimenticato la Meloni? No, metto anche lei. Lei è stata una di quelli che ha avallato la mia candidatura, ha detto che sarei un ottimo city manager. A parole c'è una grande disponibilità da parte di tutti, poi bisogna vedere nei fatti»