28 maggio 2020
Aggiornato 20:30
la denuncia di alfio

Comunali Roma, Marchini: «Mafia Capitale è la punta dell'iceberg. Oggi in Italia non conviene essere onesti»

Ai microfoni di Sky Tg24, il candidato sindaco Alfio Marchini sostiene che per la Capitale "serve un piano rigoroso e trasparente"

Alfio Marchini.
Alfio Marchini. Shutterstock

ROMA - Alfio Marchini, candidato sindaco per il Campidoglio, continua a denunciare con forza il malaffare presente nella Capitale. E stavolta lo fa ai microfoni di Sky Tg24.

Marchini: Mafia Capitale è solo la punta dell'iceberg
«Quello che è uscito su Mafia Capitale è la punta di un iceberg, il malaffare a Roma è infinitamente più grande, c'è un sistema che coinvolge purtroppo anche molti concittadini, perché non si può spiegare come un sistema che porta a chiudere una strada per buche possa ancora avere consenso. È sicuramente fondamentale andare su un piano rigoroso e trasparente. Oggi a Roma non conviene essere onesti, come spesso avviene in Italia», ha sottolineato a "Dentro i fatti, con le tue domande" su Sky TG24, Alfio Marchini, candidato sindaco al Comune di Roma per la lista Marchini, parlando della capitale.

Un blocco clientelare di 300mila voti
Nei giorni scorsi, il "leader della calce e del martello" aveva già denunciato l'esistenza di «un blocco clientelare di 300 mila voti spartiti tra sinistra e destra». Queste le parole del candidato sindaco: «Mi ha sorpreso il blocco clientelare che c'è a Roma, che assolutamente va disarticolato. E' evidente che c'è un blocco di 300mila voti, ripartiti tra sinistra e destra, dati da coloro che traggono beneficio da questo sfacelo. Altrimenti non è immaginabile che ci sia ancora qualcuno che, dopo lo scempio di destra e sinistra che di giorno facevano finta di litigare e di notte si spartivano tutto, vuole dare di nuovo fiducia a chi ha tradito ogni promessa possibile immaginabile».

"I romani devono riprendersi in mano il loro futuro"
«Questo sistema clientelare non può più andare avanti. Anche i vecchi partiti non sono più in grado di garantire i privilegi che hanno garantito per 20 anni. I romani - aveva concluso Marchini - devono capire che è giunto il momento di riprendersi il proprio futuro in mano. Bisogna dire a chi non vota di andare a votare e a chi va a votare per il proprio interesse bisogna dire che coloro i quali gli promettono tantissime cose oggi non sono più in grado di mantenere quelle promesse».

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