23 gennaio 2019
Aggiornato 09:30
900 esuberi per l'accordo

Lazio, Storace: «Il Governo e Zingaretti aiutino i lavoratori di Almaviva»

Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e candidato Sindaco di Roma, lancia l'allarme: "Il rischio è la macelleria sociale"

ROMA - «Tremila persone stanno per perdere il lavoro con una spietata operazione di macelleria sociale che si abbatterà su Lazio, Campania e Sicilia: 900 esuberi nell'area romana, 400 a Napoli, 1700 a Palermo. Solo per Almaviva. Più tanti altri lavoratori della Gepin contact, anche loro sull'uscio della ditta».Così Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e candidato Sindaco di Roma.

Storace: Dov'è Zingaretti?
«Il governo Renzi dice di non poter fare nulla. E invece ha fatto eccome, dando il machete del jobs act nelle mani degli imprenditori. Orlando a Palermo e De Magistris a Napoli esprimono solidarietà senza porre in azione fatti concreti. Tronca non risponde ad una lettera che sia una. Zingaretti invece di scrivere un comunicatino di solidarietà dalla comoda poltrona di via Colombo doveva venire a incontrare gente esasperata, inferocita dall'assenza della politica. Farebbe bene almeno a ricevere quei lavoratori parlandoci faccia a faccia.»

"Prima il lavoro poi il politichese"
«Il Governatore ha detto che ci sarà il tavolo col Governo il prossimo 18 aprile - prosegue Storace su Il Giornale d'Italia - ma i licenziamenti alla Gepin partono a maggio e quelli ad Almaviva a giugno. E vi scomodate il 18 aprile? Quali urgenze avete più importanti del destino di migliaia di lavoratori, signori della sinistra di Stato e di regione? Un governatore che si rispetti alza la cornetta del telefono, chiama il presidente del Consiglio e gli intima lo svolgimento di riunioni ad oltranza, giorno e notte, per cercare una soluzione al dramma occupazionale in corso». Per Storace «prima di tutto il lavoro. Poi il politichese con cui tutti i giorni Renzi magnifica il suo esecutivo mentendo ad un Paese in drammatica sofferenza sociale».