21 novembre 2019
Aggiornato 00:00

Ecco a voi il «Patto del Nazareno» romano... che fa infuriare la Meloni

Pensavamo, ormai, di aver visto tutto. E invece, la saga del centrodestra a Roma potrebbe arricchirsi di un nuovo capitolo: un «Patto del Nazareno» tra Bertolaso e Marchini. Che potrebbe polverizzare ciò che rimane del centrodestra

ROMA - Pensavamo di aver visto di tutto. La soap opera del centrodestra a Roma in vista delle elezioni comunali sembrava non poterci più riservare altre sorprese. Abbiamo assistito a veti, divorzi, gaffe e battute sessiste; abbiamo seguito i passi avanti e i passi indietro, senza contare che c'è stata pure la «chicca» romantica: la gravidanza della candidata al Campidoglio. Ma oggi, pare proprio che un altro capitolo della saga sia pronto a sorprenderci: perché ora, ad aggiungere benzina sul fuoco, potrebbe comparire addirittura un «patto del Nazareno»

Sinergie e endorsement
E' stato l'ex capo della Protezione Civile, nonché candidato di Silvio Berlusconi Guido Bertolaso, a parlare di «possibili sinergie», riferendosi all'altro candidato di destra Alfio Marchini. Quest'ultimo, d'altronde, già nelle scorse amministrative era stato corteggiato da Berlusconi e da Forza Italia. E ora potrebbe avere luogo una vera e propria alleanza. Alleanza che, per Giorgia Meloni, potrebbe essere letale: e in effetti è stata proprio lei a denunciare una «riedizione del Patto del Nazareno». Forse, l'allusione della leader di Fratelli d'Italia si spinge ancora più in là: che in ballo ci sia un possibile apparentamento con Giachetti, il candidato renziano, in caso di ballottaggio con il Movimento Cinque Stelle? Anche perché,scherzando ma non troppo, Bertolaso aveva già detto che «se non fossi sceso in campo avrei votato per Giachetti», ricordando il proprio passato rutelliano. Una delle tante gaffe che hanno convinto Salvini al «colpo di mano»: impossibile, per la Lega, avere come candidato un ex democristiano rutelliano, per di più convinto che i rom siano una «minoranza vessata».

Scaramucce, matrimoni e divorzi
E il possibile «matrimonio» tra Bertolaso e Marchini potrebbe definitivamente polverizzare quel che resta del centrodestra. Su Marchini è sempre pesato il veto di Giorgia Meloni, su Bertolaso quello di Salvini; e intanto, l'ex capo della Protezione Civile ha definito una «fregatura» la discesa in campo della leader di Fratelli d'Italia. «Non me lo sarei aspettato» - sottolinea - «se uno ha un'idea e poi la cambia, avendo preso un impegno con una persona, se non è un tradimento è una fregatura». «Ho deciso di non rispondere alle provocazioni e di non accettare polemiche» - la replica della Meloni - «però Bertolaso sa in cuor suo che io sono stata estremamente leale con lui. Gli ho detto che mi sentivo in difficoltà perché era una battaglia persa e io non amo perdere, non competo per perdere, mi piace vincere».

Ricomposizione?
Ma la polemica si allarga, dalle scaramucce romane, ai progetti nazionali. Perché poi la Meloni ha chiosato: "Se Berlusconi a Roma decide di perdere penso che segni il fatto che non è più il leader del centrodestra». In pratica, secondo la leader di Fratelli d'Italia, la prova di forza del Cavaliere si concluderà con una plateale sconfitta, che gli imporrà, alla fine, di lasciare il «trono» anche a livello nazionale. Giorgia non ha però fatto mistero di essere disposta a «tentare una ricomposizione del centrodestra». Eppure, se il nuovo patto del Nazareno andrà in porto, e se davvero tra Bertolaso e Marchini si consacrerà l'alleanza, quella ricomposizione potrebbe rivelarsi più difficile del previsto.