20 ottobre 2019
Aggiornato 23:30
Riprendono le udienze

Vatileaks 2: Mons. Vallejo Balda di nuovo in cella

Mons. Lucio Angel Vallejo Balda, il suo collaboratore Nicola Maio e Francesca Chaouqui, rinviati a giudizio con l'accusa di aver «rivelato notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato» pontificio

Dopo 3 mesi, riprendono le udienze del processo Vatileaks
Dopo 3 mesi, riprendono le udienze del processo Vatileaks Shutterstock

CITTA' DEL VATICANO - Si torna a parlare di Vatileaks dopo lo stop di tre mesi servito agli inquirenti per svolgere le perizie informatiche richieste da alcuni imputati, riprendono oggi le udienze del processo sulla divulgazione di documenti riservati del Vaticano (Vatileaks) presso il tribunale dello Stato pontificio.

Quello che è successo
Dopo la pubblicazione, a fine ottobre scorso, di due libri sui malfunzionamenti delle finanze vaticane, Via Crucis di Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere) e Avarizia di Emiliano Fittipaldi (Feltrinelli), scritti in base a una documentazione riservata quasi coincidente, la magistratura vaticana (presidente del tribunale Giuseppe Dalla Torre, promotore di giustizia, ossia pm, Gian Piero Milano) ha rinviato a giudizio tre funzionari vaticani, mons. Lucio Angel Vallejo Balda, vicino all'Opus dei, il suo collaboratore Nicola Maio e Francesca Chaouqui, con l'accusa di aver «rivelato notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato» pontificio, e gli stessi giornalisti italiani per «concorso in reato», in forza di un giro di vite normativo impresso da Papa Francesco nel 2013 dopo la prima fuga di documenti riservati vaticani («Vatileaks») che aveva contraddistinto, nel 2012, l'ultimo scorcio del pontificato di Benedetto XVI. La prima udienza si è svolta il 24 novembre.

Perizia informatica ha rallentato processo
Se inizialmente l'impressione in Vaticano era che si svolgesse velocemente, prima dell'avvio del Giubileo della misericordia, dopo le prime schermaglie processuali il processo è stato sospeso l'11 dicembre. All'udienza del sette dicembre il Tribunale vaticano ha infatti ammesso, su richiesta degli imputati, alcune perizie informatiche. L'avvocato di Francesca Chaouqui, Laura Sgrò, ha richiesto una perizia informatica sulla documentazione disponibile tramite i pc e i telefoni, perizia che dovrà essere compiuta da un perito d'ufficio accompagnato da un perito di parte. La stessa legale ha chiesto l'acquisizione della interezza delle conversazioni avvenute tra i due imputati principali, la stessa Chaouqui e monsignor Lucio Angel Vallejo Vallejo, via WhatsApp. L'avvocatessa di Vallejo Balda Emanuela Bellardini ha chiesto l'acquisizione delle mail - a cui fanno riferimento sms e WhatsApp negli atti attualmente acquisiti - che il suo assistito ha scambiato con Chaouqui nel maggio 2015. Tra i dettagli emersi, allusioni sessuali e toni miacciosi. Anche il terzo imputato, Nicola Maio, ha chiesto l'acqusizione dei messaggi sul suo telefonino.

Monsignore imputato torna in carcere
Sabato scorso, infine, con una udienza dibattimentale a porte chiuse che era stata indetta dal presidente del Tribunale dopo il deposito della relazione tecnica compiuta dai due periti, d'ufficio e di parte, durata circa un'ora, è ripreso il processo. Erano presenti il collegio completo, il pm e tutti gli imputati con i loro avvocati. Intanto è tornato in carcere il monsignore imputato, che, come confermato dal portavoe vaticano, padre Federico Lombardi, «ha contravvenuto alla indicazione di non comunicare con l'esterno». Era questa «una delle condizioni» in virtù delle quali gli erano stati concessi gli arresti domiciliari dopo oltre un mese agli arresti nel palzzo dei Penitenzieri entro il Vaticano. Oggi l'udienza inizierà alle ore 15.30, domani mattina è già prevista una seconda udienza.

I documenti dalla Cosea
I documenti pubblicati da Nuzzi e Fittipaldi provengono dalla Commissione Referente di Studio e Indirizzo sull'Organizzazione delle Strutture Economico-Amministrative della Santa Sede (Cosea) istituita, assieme ad una seconda commissione referente sullo Ior (Istituto per le Opere di Religione) dal Papa il 18 luglio 2013, nel frangente in cui mise mano alla riforma delle strutture economiche e amministrative dello Stato pontificio, e disciolte, per esaurimento della missione, il 22 maggio 2014, dopo che, il 24 febbraio precedente, lo stesso Papa aveva creato ex novo un super-dicastero economico, la Segreteria per l'Economia, affidandolo al cardinale australiano George Pell. Le due persone sotto inchiesta in Vaticano, mons. Balda e Francesca Chaouqui, erano, rispettivamente, segretario e membro della Cosea, il terzo imputato, Maio, era collaboratore dello stesso monsignore spagnolo.