28 settembre 2020
Aggiornato 17:30
Il governatore ligure sull'impasse romana

Elezioni Roma, Toti: Bertolaso è stato scelto insieme, serve coerenza

E' complicato cambiare una strada già decisa, secondo il governatore della Liguria, che, per il caos del centrodestra romano, invita ad un incontro in cui le parti si confrontino e trovino un accordo

ROMA - Ancora caos nel centrodestra romano. Ad intervenire per placare gli animi e sostenere la candidatura di Guido Bertolaso - e quindi la scelta di Silvio Berlusconi - è Giovanni Toti. «La scelta di Bertolaso era stata fatta insieme e oggi credo che cambiare strada sia molto complicato. Al momento questa è la strada che i leader hanno scelto di seguire e sarebbe bello che fossero tutti coerenti e conseguenti». Lo ha detto il governatore della Liguria e consigliere politico di Forza Italia, commentando le divisioni tra i partiti del centrodestra sulla scelta del candidato sindaco per Roma.

Bene le «gazebarie»
«Pare anche a me - ha ammesso Toti - che ci sia caos nel centrodestra. Le consultazioni di ieri ai gazebo sono andate molto bene e Bertolaso ha riscosso il successo che ci aspettavamo. Ho sentito il candidato descrivere il suo programma che parla di tolleranza zero verso il degrado, lotta alla micro criminalità, manutenzione delle strade. Mi sembra un programma di assoluto buon senso. Non so - ha sottolineato il consigliere politico di Forza Italia - cosa sia successo dentro il centrodestra: mi sembra di essermi addormentato per un pezzo del film e ora di non comprendere più la trama. Avevamo chiesto alla Meloni di candidarsi e la Meloni, che è una persona che stimo, aveva fatto un passo indietro data anche la sua situazione di neo mamma. I tre leader poi hanno chiesto a Bertolaso, che si faceva i fatti suoi in giro per il mondo facendo anche del bene, di tornare a Roma per assumersi questa responsabilità e dopo qualche riluttanza lui è tornato a Roma», ha continuato ancora il governatore ligure.

Serve un incontro tra le parti
«Se c'è un problema di programma - ha aggiunto il governatore della Liguria - i partiti si incontrino e scrivano insieme il programma come abbiamo fatto qui in Liguria mettendo le priorità come si fa in tutte le alleanze politiche. Oggi però mi sembra francamente complicato cambiare una strada che avevamo scelto insieme. Salvini è il segretario di un partito autonomo e ha tutto il diritto e il dovere per i suoi militanti di dire quello che pensa ma, quando si sceglie come metodo la trattativa tra i partiti, è evidente che ci saranno candidati che convinceranno più qualcuno in una città e candidati che convinceranno meno qualcun altro in un'altra città. Si cerca il minimo comune multiplo per trovare un accordo, altrimenti si scelgono altre strade per fare degli accordi», ha concluso Toti.