28 settembre 2020
Aggiornato 01:00
A parte Milano, nessun candidato ufficiale, e a Roma è caos

L'ira di Silvio contro Salvini spacca il centrodestra

Storace ha addirittura pensato che esista un «patto segreto» tra Berlusconi e Salvini per far perdere il centrodestra a Roma. Ma il Cav ha smentito: quello che sta succedendo è tutto vero. Uno scenario ancora peggiore, forse, viste le conseguenze che l'impasse potrà avere sul futuro dell'alleanza anti-Renzi.

ROMA - La situazione sembra talmente paradossale che qualcuno (come Francesco Storace) ha pensato a un «patto segreto». L'accordo sarebbe stato stretto tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, con il fine di far perdere il centrodestra a Roma, città troppo complicata da gestire e capace, d'altra parte, di affossare il consenso per qualsiasi forza politica l'amministri. Nelle scorse ore è giunta, invece, la categorica smentita del Cavaliere: non c'è alcun accordo segreto. L'incredibile teatrino di cui si sta rendendo protagonista il centrodestra nella Capitale, dunque, è autentico. «Francesco - scrive Berlusconi al Quotidiano nazionale - è rimasto un buontempone, gli piace provocare e divertire con le sue trovate spesso paradossali. Naturalmente secondo lui l'unico modo sicuro per vincere a Roma sarebbe votare per lui o svolgere quelle stesse primarie che hanno dato al Pd i peggiori sindaci della sua storia alla guida delle grandi città. Ogni volta con un contorno di polemiche sui brogli, voti comprati, gruppi di cinesi e rom portati a votare in massa senza avere la minima idea di cosa andassero a fare. Non so davvero perché il centrodestra dovrebbe prestarsi a una farsa di questo tipo».

Quasi quasi, se ci fosse stato un patto sottobanco, ci saremmo tranquillizzati. Perché ci saremmo evitati la triste constatazione dello stato in cui versa il centrodestra. Nemmeno l'attesa delle «gazebarie» previste per il weekend, che testeranno gli umori dei romani sul candidato dell'ex premier, Guido Bertolaso, riesce a placare gli animi. Perché Berlusconi l'investitura gliel'ha già data: Bertolaso è «l’uomo giusto per Roma»«Non un uomo di partito, non un politico, non solamente un tecnico dalle capacità straordinarie, non un campione del bla bla bla, delle frasi e delle dichiarazioni a effetto. Ma un uomo concreto. A Roma si impone in assoluto una scelta come questa per governare la città, compito difficilissimo che il Pd ha ampiamente dimostrato di non saper svolgere e che i cinquestelle non sono neppure lontanamente all'altezza di affrontare. Poter contare su Bertolaso è una fortuna eccezionale». In un'intervista al Messaggero, Berlusconi non usa mezzi termini sul suo alleato: «Temo che Salvini, che non conosce bene Roma, negli ultimi giorni sia stato mal consigliato. Io ho sempre lavorato, anche accettando obiezioni poco fondate, per l’unità del centrodestra. Ovviamente mi aspetto anche dagli altri leader della coalizione lealtà e un minimo di senso di responsabilità».

Il caos regna sovrano
Peccato che Matteo Salvini non la pensi esattamente in questo modo. La perplessità del leader della Lega riguarda i processi a carico dell'ex capo della Protezione civile, oltre alla posizione maldestra espressa dal candidato sui rom. Ma il Cavaliere non è disposto ad accettare altri paletti: soprattutto se, come è convinto, domenica la maggioranza dei romani si esprimerà a sostegno di Bertolaso. Se la Lega punterà i piedi, a quel punto l’alleanza e la possibilità di costruire un’alternativa a Renzi verrebbe messa in discussione. Senza considerare l'altra ipotesi: cosa succederà se i romani non daranno ragione a Silvio? A quel punto sarebbe il Cavaliere a dover scegliere se fare dietrofront, o continuare a blindare Bertolaso. Ma in ogni caso, è chiaro che il centrodestra, da tutta questa situazione, sia già uscito compromesso. La stessa Giorgia Meloni non ha mai avuto tentennamenti nel confermare il sostegno del suo partito a Bertolaso, ma, nel caso il Carroccio dovesse sfilarsi, a quel punto tutto verrebbe rimesso in discussione. In realtà, al di là di Milano dove Stefano Parisi è ormai in campagna elettorale, il centrodestra non ha ancora ufficializzato nessun candidato nelle altre città chiamate alle urne. Proprio per oggi è prevista l'ennesima riunione della commissione elettorale dei tre partiti, ma i nodi da sciogliere sono decisamente numerosi. E chissà che, alla fine, la chiave per sbloccare la situazione non sia proprio Giorgia Meloni: colei che, con una candidatura su Roma, metterebbe tutti d'accordo...