30 settembre 2020
Aggiornato 11:30
Il tribunale per i minorenni accoglie i ricorsi

Unioni civili, Tribunale di Roma: sì ad affido di due minori a due mamme

Ogni figlia ha un genitore biologico e un genitore sociale: questa è la peculiarità del caso che ha spinto il Tribunale ad accogliere i ricorsi proposti dall'avvocata Francesca Quarato, socia di Rete Lenford e componente del gruppo legale di Famiglie Arcobaleno

ROMA - Il Tribunale per i minorenni di Roma, accogliendo due ricorsi proposti dall'avvocata Francesca Quarato, socia di Rete Lenford e componente del gruppo legale di Famiglie Arcobaleno, ha riconosciuto altre due adozioni «in casi particolari» a favore di due minori con due mamme. Lo rende noto Rete Lenford.

La peculiarità del caso
L'avvocata Francesca Quarato spiega che «questo nuovo ulteriore provvedimento, che resta nella scia delle già note sentenze, ha una peculiarità rispetto alle precedenti: le minori in favore delle quali è stata riconosciuta l'adozione sono, infatti, nate ciascuna da una delle due donne della coppia. In questo modo ognuna ha un genitore biologico ed un genitore sociale, entrambi con piena e pari capacità e responsabilità genitoriale. Anche in questo caso, il Tribunale per i minorenni di Roma ha avuto riguardo esclusivamente all'interesse delle minori a vedere riconosciuto e tutelato il rapporto genitoriale che ciascuna ha con la madre sociale, rapporto che dunque si affianca - senza sostituirlo - a quello con la madre biologica, arricchendo la sfera delle relazioni delle bambine».

L'adozione incrociata
L'adozione «incrociata» accordata a ciascuna partner della coppia rispetto alla figlia biologica dell'altra assume, dunque, un significato particolare, «valorizzando l'intreccio dei rapporti genitoriali e dei legami familiari biologici e sociali con un riconoscimento giuridico. Il Tribunale, in tal senso, ha stabilito che le bambine abbiano lo stesso cognome comune».

Soddisfazione per il risultato
Maria Grazia Sangalli, presidente di Rete Lenford e Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno, si sono dette estremamente soddisfatte del risultato ed hanno espresso i loro ringraziamenti all'avvocata Francesca Quarato per l'impegno profuso nel percorso giudiziario. Maria Grazia Sangalli, presidente di Rete Lenford ha precisato: «Attualmente, in mancanza di una normativa sull'adozione da parte delle coppie formate da persone dello stesso sesso, il percorso per giungere all'adozione da parte di queste coppie è possibile solo interpretando la normativa in vigore in senso ampio ed evolutivo. In ogni caso, la forma di adozione oggetto di tali sentenze, rimane quella ex art. 44 lett. d) della legge sulle adozioni ovvero la c.d. adozioni in casi particolari, che conferisce al minore minori garanzie rispetto al riconoscimento di una genitorialità piena e legittimante. In questo caso le minori non acquisteranno la parentela con le famiglie delle adottanti e non saranno sorelle tra di loro. Purtroppo il legislatore non contribuisce all'opera di adeguamento delle corti al diritto vivente con l'emanare norme che tengano conto della realtà, come è successo recentemente in Senato con lo stralcio dell'articolo 5 che si limitava ad estendere alle coppie dello stesso sesso la possibilità di adottare il figlio del partner, come già possibile per le coppie etero».

(con fonte Askanews)