27 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
Carroccio al bivio

Elezioni a Roma, Salvini riapre la partita

Le dichiarazioni del candidato sindaco Guido Bertolaso sui rom non sono piaciute al leader della Lega, che ora pensa di sfilarsi. E, forse, ad appoggiare l'altro nome di centrodestra: l'indipendente Alfio Marchini

ROMA«Noi siamo soliti ascoltare i cittadini, anche i romani, e in base a quello decideremo. A pacchetto chiuso non compro nulla». Lo ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini in una conferenza stampa, interpellato sul candidato sindaco di Roma per il centrodestra, Guido Bertolaso. «La partita su Bertolaso è ancora aperta, come tutte le partite – ha spiegato Salvini – Bertolaso è stato proposto dagli alleati e lo abbiamo accettato come indicazione, ma tra il sì e le elezioni c'è il parere dei cittadini romani. Io vedo quello che dirà la gente di Roma e quello inciderà sulla mia decisione finale». A pesare sull'ex capo della Protezione civile sono state soprattutto le sue recenti dichiarazioni sui rom: «Me lo aspetto da Vendola, sentirmi dire che i rom sono una categoria vessata, non certo dal candidato sindaco per Roma del centrodestra. Ha anche detto che nel passato ha sostenuto Rutelli e votato il Pd – ha aggiunto Salvini – Per un candidato che vuole vincere con la Lega Nord non mi sembra il massimo come partenza...».

Torna in gioco Alfio Marchini
La frenata di Matteo Salvini sul nome di Guido Bertolaso riapre anche le speranze di Alfio Marchini, l'altro candidato indipendente del centrodestra. Che ora potrebbe rientrare in gioco con un'eventuale alleanza con la Lega Nord. Marchini, intanto, ha accolto favorevolmente le parole del leader del Carroccio: «Non esistono patti segreti. Matteo Salvini si è limitato a prendere atto della realtà – ha commentato in una nota il candidato al Campidoglio – Immaginiamo per un attimo se Giuseppe Sala da candidato Pd avesse detto nell'ordine: Renzi non ama Milano. Ho fatto la campagna per Berlusconi e sono un vecchio democristiano. Viva le ruspe per i campi rom. E, per finire in bellezza, avesse confessato che se non fosse stato candidato avrebbe votato per Sallusti... Renzi lo avrebbe giubilato in tempo reale e la lettura unanime sarebbe stata: il suicidio politico di Sala». Ad oggi, insomma, l'unica certezza è il grande caos che continua a regnare sul centrodestra romano.

(da fonte Askanews)