22 febbraio 2020
Aggiornato 18:00
Sul tavolo nodo candidati

Salvini e Meloni a cena da Berlusconi

Nodi da sciogliere, assetto della coalizione e scelta di candidati nelle città dove si vota: Roma e Milano in primis, ma anche Bologna e Torino, in una competizione dove il centrosinistra ha già fatto le prime mosse mentre il centrodestra appare in ritardo.

MILANO - Non sarà probabilmente l'incontro risolutivo. Ma il vertice dei leader dei partiti di centrodestra in corso ad Arcore, nella residenza di Silvio Berlusconi, è stato fissato soprattutto per cercare di fare passi avanti sul dossier delle prossime elezioni che si terranno in primavera, e in particolare a Milano.

Nomi e squadra prima di Capodanno
A Villa San Martino c'è la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, e il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, giunto in serata da Strasburgo. Nodi da sciogliere, assetto della coalizione e scelta di candidati nelle città dove si vota: Roma e Milano in primis, ma anche Bologna e Torino, in una competizione dove il centrosinistra ha già fatto le prime mosse mentre il centrodestra appare in ritardo. A pesare sulla discussione sarà anche il recentissimo esito dei ballottaggi francesi, in cui il Front National di Marine Le Pen e alleato della Lega salviniana che, nonostante il successo di voti, non è riuscito a conquistare nessuna regione. Nomi e squadra (difficilmente arriverà un'apertura al Nuovo centrodestra, per il veto più volte ribadito da Salvini) arriveranno, a quanto si apprende, prima di Natale o al più tardi a Capodanno.

Il nodo da sciogliere resta Milano
Mentre a Roma tra le possibili candidature forti c'è quella di Giorgia Meloni, nel centrodestra milanese le pressioni per una candidatura di Salvini sono sempre più insistenti, anche se il leader della Lega ha più volte espresso la sua volontà di giocarsi le sue ambizioni prima sul piatto nazionale. In assenza di una candidatura forte, che per ora non si è presentata, il timore dei big è di incassare un sconfitta se il centrosinistra milanese, dopo le primarie, si ricompattasse. E sono in molti a sussurrare che se Salvini non scende in campo non sarà facile trovare qualcuno disposto ad immolarsi per Palazzo Marino.