14 giugno 2021
Aggiornato 05:30
Il commento del governatore veneto

Attacco Parigi, Zaia: «Questa è la terza guerra mondiale»

E' legittimo e doveroso adottare misure speciali e provvedimenti straordinari in questo delicato momento in cui si sta di fatto consumando una «guerra assolutamente fuori dai canoni e dai pur brutali e ripugnanti schemi di una guerra classica»

VENEZIA - «Esprimo commossa e partecipe vicinanza alle famiglie delle vittime e al popolo francese. Dobbiamo prendere atto che siamo in guerra e che, nonostante tutti noi - anche chi fortunatamente non l'ha vissuta in prima persona -abbiamo un'idea del conflitto assai diversa, per l'intera Europa questa è la terza guerra mondiale». Con queste parole Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, testimonia il cordoglio e la preoccupazione dei veneti per la strage terroristica a Parigi.

Aggressori vigliacchi
«Una guerra - prosegue Zaia - che viene combattuta dagli aggressori con modalità vigliacche, contro cittadini inermi, una guerra assolutamente fuori dai canoni e dai pur brutali e ripugnanti schemi di una guerra classica. Siamo, quindi, in guerra, e in tempo di guerra è legittimo e doveroso assumere e adottare misure speciali e provvedimenti straordinari. Non possiamo pensare nemmeno un secondo di assumere scelte drastiche solo nel momento in cui l'attacco si palesa».

Basta perbenismi
«E' finita l'epoca dei perbenismi, dei ripensamenti e delle delicatezze - afferma il presidente del Veneto - L'unica scelta ponderata e legittima che spetta ora a un uomo di Stato e delle istituzioni democratiche è comprendere che questa guerra non può essere combattuta con armi e modalità convenzionali e agire di conseguenza. La civilissima e democratica Francia ci insegna - conclude Zaia - che la chiusura delle frontiere, l'esercito nelle strade (come vado chiedendo da tempo), controlli e perquisizioni attente, efficaci e penetranti, lo stato di emergenza nazionale, devono e dovranno diventare la nostra normalità e la nostra quotidianità, se vogliamo davvero, e non solo a parole, difendere lo Stato democratico, le libere istituzioni, la nostra gente indifesa».

Non possiamo piegarci
«Non è fuori luogo pensare alla chiusura delle frontiere, a blocchi navali, a mandare l'esercito nelle strade, controllando tutte le persone presenti in Italia, italiani compresi». Così Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, intervenendo oggi sui fatti terroristici di Parigi di ieri sera. «Non possiamo omologarci e piegarci di fronte a questi atti criminali - ha concluso Zaia - soprattutto nella circostanza in cui viene annunciato un atto di terrorismo anche a carico dell'Italia».

Carnevale Venezia a rischio
«Il Carnevale di Venezia comunque deve essere fatto perché se cominciamo a limitarci è una vittoria per i terroristi islamici. Però è altrettanto vero che Venezia ha due punti di ingresso principali: Piazzale Roma e la stazione. Lì occorre fare blocchi e varchi perché ogni persona venga controllata e identificata». Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, rispondendo alle domande dei giornalisti che gli chiedevano delle eventuali reiterazioni che i tragici fatti di ieri a Parigi potrebbero avere sia a livello nazionale che a livello locale. «Ai punti di controllo - ha ancora aggiunto Zaia - ognuno dovrà togliersi la maschera per consentire di far capire chi sia, passando anche attraverso il metal detector. Il carnevale è un grande momento di gioia - ha infine concluso - ma è anche quello in cui i mascheramenti sono un fatto naturale, perciò la preoccupazione è grande».

(con fonte Askanews)