6 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
Scrive Giovanni Maria Vian

Osservatore Romano: Francesco in continuità con i suoi predecessori

Al sinodo non devono prevalere «pareri o interessi personali», scrive il direttore dell'Osservatore Romano Giovanni Maria Vian: «Il Pontefice chiede alla Chiesa, 'fedele alla sua natura di madre', di aprire le sue porte alle donne e agli uomini del nostro tempo, là dove vivono e nelle condizioni in cui vivono»

CITTA' DEL VATICANO - «In continuità indiscutibile con i suoi predecessori - eloquenti sono le citazioni nell'omelia inaugurale del sinodo - il Pontefice chiede alla Chiesa, 'fedele alla sua natura di madre', di aprire le sue porte alle donne e agli uomini del nostro tempo, là dove vivono e nelle condizioni in cui vivono». Lo sottolinea il direttore dell'Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, in un editoriale sul quotidiano della Santa Sede.

La missione affidata da Cristo
«Per curare 'le coppie ferite con l'olio dell'accoglienza e della misericordia' descritto nella parabola del samaritano, senza alzare barriere ma cercando di costruire ponti. E non tradire se stessa e la missione affidatale da Cristo», scrive il direttore del giornale vaticano nel commento di prima pagina intitolato «Non museo ma fonte viva». 

La fedeltà al deposito della fede
«La Chiesa s'interroga sulla sua fedeltà al deposito della fede, che non è un museo, ma una fonte viva. Alla quale dunque ci 'si disseta per dissetare', così come la tradizione è una realtà non statica bensì dinamica e creativa, di per sé aperta al futuro. E in questo spazio agisce lo Spirito, che richiede però agli oltre trecento sinodali coraggio, umiltà, preghiera affinché sia davvero lo Spirito di Dio a guidare l'assemblea, e non pareri o interessi personali».

(con fonte Askanews)