15 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Il campidoglio pubblica i conti del primo cittadino

Marino, spese di lusso per le cene del sindaco. Continua la bufera

Non si arresta la polemica attorno alle spese del sindaco Ignazio Marino. Il Campidoglio ha pubblicato centinaia di pagine per giustificare i costi di trasferte e cene istituzionali, ma troppo spesso saltano fuori i rapporti personali del sindaco

ROMA – Continua la polemica attorno alle uscite fuori porta del sindaco di Roma Ignazio Marino. La bufera si scatena attorno alla «missione» negli Stati Uniti delle scorse settimane, quando il primo cittadino era, infatti, partito alla volta di Philadelphia per seguire Papa Francesco, invitato, però, dal sindaco della città statunitense.

Le spese del sindaco
Le accuse arrivano da ogni parte della politica e dalla lista Marchini Alessandro Onorato afferma che il sindaco «ha sempre spergiurato che quel viaggio, assolutamente inutile, non sarebbe costato nulla ai cittadini e invece hanno preso dalle tasche dei romani ben 22.085,27 euro». E di questi 4.866 «sono proprio per Marino». Intanto sul sito del Comune di Roma compaiono centinaia e centinaia di pagine con ricevute e scontrini delle spese effettuate dal sindaco e dal suo staff con cui il Campidoglio difende, ancora, gli attacchi a Marino.

Le missioni di Marino
In due anni, Ignazio Marino ha compiuto 28 missioni all'estero per un totale di 27mila euro. Per chi l'ha preceduto, Gianni Alemanno, tra il 2010 e il 2012, le missioni sono state 76, per un ammontare di 55mila euro. Ma i dati in questione non bastano per acquietare gli animi. Quello che salta all'occhio dalla documentazione pubblicata dal Campidoglio sono soprattutto le finalità delle uscite da Roma del sindaco Marino, che troppo spesso rispondono ai rapporti personali del primo cittadino.

Perché il Comune deve pagare le cene di Marino?
Come continua Onorato, «Le spese di rappresentanza di Marino pagate con la carta di credito del Comune sono troppo spesso finalizzate ai rapporti personali del Sindaco piuttosto che alla promozione della città». E si domanda ancora l'esponente della Lista Marchini, «Perché far pagare al Comune cene con chirurghi stranieri che partecipavano a un convegno sul traffico di organi per i trapianti, visto che il Campidoglio non si occupa di sanità? Perchè offrire cene innaffiate di champagne a deputati e senatori che già ricevono super stipendi dai contribuenti? Non li poteva vedere in Campidoglio e tenere la carta di credito comunale a riposo?».