9 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

Gli esposti del M5S sulle spese di Marino: «Siano sempre on-line»

I romani devono poter controllare in tempo reale l'estratto conto del Campidoglio, scrivono i parlamentari a 5 Stelle. Per i pentastellati serve un'operazione di coerenza e trasparenza

ROMA - «Dopo le perplessità di questi giorni circa le spese effettuate da Marino con la carta di credito intestata alla tesoreria del Campidoglio, torniamo a chiedere con forza un'operazione trasparenza, vale a dire la creazione di un sito web ad hoc, un vero e proprio sistema open data dove i cittadini romani potranno controllare in tempo reale l'estratto conto della carta di credito in dotazione al sindaco, nonché tutte le spese sostenute dagli uffici del Comune di Roma». Lo chiedono i consiglieri e i parlamentari capitolini M5S.

Coerenza e correttezza
«Siamo certi che dopo queste ultime scoperte anche gli altri consiglieri non vorranno negarci, come purtroppo accaduto nel 2013, la coerenza e la correttezza della nostra proposta», continuano i consiglieri pentastellati, secondo i quali «non è sufficiente, infatti, pubblicare le transazioni condotte da Marino in via del tutto occasionale e per scopi esclusivamente mediatici, guarda il caso proprio dopo che il M5S ha per primo sollevato il problema».

Si apra un'indagine sulle transazioni
«Serve un sito completo - aggiungono - dove ogni singola spesa del Campidoglio e del sindaco diventeranno a portata di click per i romani. Sono i loro soldi e hanno il diritto di sapere come vengono spesi. Fa comunque piacere vedere che finalmente anche le altre opposizioni, sebbene con ritardo e solo dopo l'accendersi delle luci dei media, hanno deciso di condividere questa battaglia di trasparenza in favore dei cittadini», concludono i 5 Stelle. Che stamani, tra l'altro, hanno presentato due esposti sul caso delle spese di Ignazio Marino: uno in Corte dei Conti e un altro in Procura: «Ci aspettiamo che sia aperta un'indagine sulla natura delle transazioni condotte, che nelle cifre appaiono del tutto immotivate per il mandato di un sindaco».

(con fonte Askanews)