23 agosto 2019
Aggiornato 11:00
A dirlo è il prefetto Franco Gabrielli

Non si esclude una stretta repressiva verso i Casamonica

Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, al termine del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è concluso a Palazzo Valentini, ha affermato che una più attenta attività di investigazione «è doverosa ma non in un'ottica ritorsiva ma perché il tema della percezione da parte dell'opinione pubblica sulla sicurezza si è dimostrato che è fondamentale»

ROMA (askanews) - Nelle prossime settimane è prevedibile anche una stretta repressiva da parte delle forze di polizia nei confronti delle attività del clan dei Casamonica. Ad ombrare la possibilità è stato il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, al termine del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è concluso a Palazzo Valentini. A una domanda di un cronista sulla questione, il prefetto ha risposto che una più attenta attività di investigazione «è doverosa ma non in un'ottica ritorsiva ma perché il tema della percezione da parte dell'opinione pubblica sulla sicurezza si è dimostrato che è fondamentale. Dobbiamo dimostrare - ha poi aggiunto il prefetto - che non abbiamo paura di nessuna organizzazione criminale e che colpiremo chiunque non rispetta né la legalità né la città».

Stampa come megafono del clan
Nel corso della conferenza stampa al termine del Comitato, Gabrielli non ha escluso neppure che lo sfarzo del funerale abbia avuto l'indiretto megafono da parte dei mass media. «Mi sembra - ha detto il prefetto - che ci sono cinque ore di buco dal termine del funerale allo scoppiare del caso. La mia spiegazione è che loro non erano soddisfatti dopo l'organizzazione delle esequie che non avevano trovato il giusto risalto e sono stati loro che hanno chiamato a veicolare le immagini che non potevano che essere solo nella disponibilità di chi vi ha partecipato. Così si sono dati da fare per divulgare tutto l'accaduto ma certo - ha concluso Gabrielli - che questo non incide sulla gravità di quanto accaduto».

Il problema dei mezzi aerei
Quello del sorvolo di mezzi aerei sulla città, salito alla ribalta delle cronache dopo il clamoroso caso dell'elicottero che gettava petali sul corteo funebre di Vittorio Casamonica, resta «un tema molto importante che lo diviene ancora di più in società libere e democratiche come la nostra dove gli ultraleggeri o i droni possono volare dove vogliono». Gabrielli ha fatto notare che il problema si pone quando un velivolo si stacca da terra, anche perché, ha detto sarcasticamente, «noi non abbiamo, e non potremmo avere, nessun tipo di contraerea. Anche l'intervento di un elicottero della polizia a quel punto avrebbe rischiato di creare turbolenze e pericoli per chi era a terra. Mi pare che il tema riguardi più il versante dell'intelligence». «Certo è che - ha poi aggiunto Gabrielli - se si fosse trattato di un terrorista sarebbe stato un problema per tutti. Quello da fare, a mio avviso, è di disarticolare con verifiche preventive qualsiasi rischio di un tema che resta - ha concluso - non di secondaria importanza».