30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
FdI punta il dito contro il Partito democratico

«Il Pd nella vicenda del Forteto c'è dentro fino al collo»

Il Partito democratico vota contro la mozione presentata da Fratelli d'Italia per procedere al commissariamento del Forteto. Per Giorgia Meloni il Pd teme che vengano fuori scomode verità che getterebbero fango sul partito

ROMA - «Ogni tanto in quest'aula si dovrebbe votare secondo coscienza». A dirlo è Giorgia Meloni che, intervenendo in Aula a Montecitorio, denuncia l'ingiustizia nel voto contrario espresso dal Partito democratico rispetto alla mozione presentata da Fratelli d'Italia sullo scandalo della Cooperative Forteto. «Capisco che esiste l'ordine di partito», afferma Meloni, ma la risposta del Pd di Matteo Renzi risulta ingiusta quanto inaccettabile a fronte dei fatti. La verità – continua Meloni – è che la scelta del Pd viene fuori dal fatto che il partito di Renzi «non vuole far chiarezza sul caso perché in questa vicenda c'è dentro fino al collo».

Le paure del Pd
La paura dei Parlamentari dem è che la ricerca della verità che si avvierebbe con la mozione di FdI-An potrebbe veder emergere nomi di teste importanti del Pd. Eventualità questa che danneggerebbe non poco l'immagine del partito. È tutta sbilanciata a sinistra la vicenda Forteto: come spiega Giorgia Meloni, le audizioni della Commissione d'inchiesta della Regione Toscana hanno rivelato che a frequentare la struttura al centro dello scandalo furono esponenti del Partito comunista prima, del Pds, dei Democratici di Sinistra per arrivare al Pd di oggi. Sembrerebbe che, nel tempo, la sinistra abbia chiuso un occhio (ma anche entrambi) di fronte a quanto accadeva all'interno della Cooperativa toscana, «sarebbero gravi le responsabilità della sinistra se avesse fatto finta di non vedere quanto succedeva al Forteto».

L'inferno del Forteto
Meloni, in occasione dell'intervento a Montecitorio, ricorda la vicenda drammatica che gira attorno al Forteto. «Doveva essere una famiglia per tanti bambini» la comunità agricola del Forteto, nel fiorentino, una «casa accogliente nella quale crescere e nella quale poter trovare sostegno e cure adeguate», spiega il leader di FdI. Per decenni invece, la comunità si è trasformata in un incubo e ogni genere di abuso veniva perpetrato a danno dei minorenni da parte di chi nella Cooperativa lavorava. L'assurdità sta nel fatto che – come denuncia Meloni – ancora oggi vivono nella comunità sedici condannati in primo grado per reati legati alla pedofilia. Lo stesso fondatore del Forteto, Rodolfo Fiesoli, condannato a diciassette anni, potrebbe tornare nella struttura in qualsiasi momento. Fratelli d'Italia, attraverso la mozione presentata, chiede al governo di procedere al commissariamento della cooperativa, facendo in modo che «questi ladri diano dietro i contributi di questi anni». Non si ferma l'azione dei Parlamentari di FdI-An che annunciano l'intenzione di presentare una proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta parlamentare «per valutare le responsabilità che hanno favorito il sistema Forteto».

Giovanni Donzelli: giustificazione grottesca e insostenibile
Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Toscana Giovanni Donzelli, in seguito alla bocciatura da parte dell'Aula della mozione che chiedeva il commissariamento della Comunità ha dichiarato sdegnato che con questo atto è evidente «una volta per tutte che il Pd e il governo Renzi coprono ancora oggi il sistema Forteto». A giustificare la bocciatura è il sottosegretario Ferri che, avanzando una motivazione «grottesca oltre che insostenibile», afferma che secondo l'esecutivo bisognerebbe tenere distinta la cooperativa dalle condanne che hanno coinvolto la comunità. «Una tesi che lascia esterrefatti» – spiega Donzelli – alla luce dei quella emersa dal recente processo di primo grado.

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