29 marzo 2020
Aggiornato 21:00
Forza Italia nelle elezioni comunali

Giro: esito negativo per Fi, ma ora ripartiamo uniti

Francesco Giro, vicepresidente dei senatori di Forza Italia, ha osservato che «per noi di FI l'esito del voto non è stato positivo ma è anche vero che fare il confronto con il vecchio Pdl che era il risultato di un'ampia coalizione di partiti è fuorviante».

ROMA (askanews) - «Primo dato: nelle elezioni comunali in Trentino e in Alto Adige primo partito è l'astensionismo con il 43% a Bolzano e il 46% a Trento. Secondo dato: a sinistra l'effetto Renzi non c'è stato con un Pd che non cresce e non scende, fermo alle percentuali di cinque anni fa, sia a Bolzano (17%), sia a Trento (29%), un risultato che potrebbe persino soddisfarli visto che a Bolzano sono primo partito scavalcando i loro alleati storici della SVP scesi dal 19 al 14%». E' quanto osserva Francesco Giro, vicepresidente dei senatori di Forza Italia.

Voto non positivo
«Terzo dato: è chiaro - aggiunge - che per noi di FI l'esito del voto non è stato positivo ma è anche vero che fare il confronto con il vecchio Pdl che era il risultato di un'ampia coalizione di partiti è fuorviante. A Bolzano Forza Italia prima di fondersi nel Pdl (che a Bolzano nel 2010 ha preso il 21,6%) conquistava percentuali ad una sola cifra (9%) mentre Alleanza nazionale era al 20%. A Bolzano occorre allora dare una risposta a quell'elettorato diffuso di destra confuso dalle nostre ripetute scissioni, che sui valori della identità nazionale riponeva il suo consenso elettorale locale e che ora evidentemente ha scelto di astenersi o di votare Lega cresciuta in dieci anni dall'1,4 del 2005 al 5,5% del 2010 all'11,2 di oggi».

Test province Treno e Bolzano non è modello
«Il test delle province di Trento e Bolzano è talmente particolare - sostiene Giro - che non può assurgere a modello di nulla ed è un test che a noi di Forza italia ha fatto sempre soffrire anche quando Berlusconi era a palazzo Chigi. Per questo eviterei di drammatizzare l'esito del voto visto che ci dice una cosa semplice: un partito di centro e di centrodestra per vincere deve presentarsi unito e coeso perchè la sinistra oggi ha vinto ma non si è rivelata come nelle recentissime Europee forza egemone».

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