21 settembre 2019
Aggiornato 02:30

Boldrini: «L'Europa deve aiutare i profughi»

La vocazione, di più, la stessa ragion d'essere dell'Unione europea è nella difesa dei diritti umani: rinnegare tale vocazione equivarrebbe a tradire le sue stesse radici e d'altro canto rivisitare le norme che regolano la sua vita comune, "alla luce dell'evoluzione dei bisogni dei cittadini e degli scenari interni e internazionali" è suo compito precipuo.

Roma (askanews) - La vocazione, di più, la stessa ragion d'essere dell'Unione europea è nella difesa dei diritti umani: rinnegare tale vocazione equivarrebbe a tradire le sue stesse radici e d'altro canto rivisitare le norme che regolano la sua vita comune, «alla luce dell'evoluzione dei bisogni dei cittadini e degli scenari interni e internazionali» è suo compito precipuo.

La vocazione dell'Ue è la difesa dei diritti umani
E' questo il senso dell'intervento della presidente della Camera, Laura Boldrini, ad apertura dei lavori della Conferenza dei presidenti dei Parlamenti Ue, in corso a Montecitorio. «L'Europa deve rivendicare in tutte le sedi, e in primo luogo rendendolo noto ai suoi cittadini, il valore esemplare della sua esperienza per quanto concerne la salvaguardia dei diritti fondamentali e della dignità umana - ha esordito Boldrini -. L'Europa è tenuta ad un impegnativo lavoro di rivisitazione delle sue regole e di adattamento alla luce dell'evoluzione dei bisogni dei cittadini degli scenari interni e internazionali. In ogni caso, occorre aver chiaro che negando o limitando i diritti e la dignità delle persone essa tradirebbe la sua vocazione, la sua stessa ragion d'essere e le finalità per le quali si è proceduto alla integrazione europea, come definite all'articolo 2 del Trattato sull'Unione».

I profughi scappano perché non hanno alternative
Sono «le guerre, le violazioni dei diritti umani e le dittature» a provocare l'esodo dei migranti, è lì che bisogna concentrare l'attenzione e trovare le soluzioni, «nei Paesi che generano queste fughe massicce». Il problema dei profughi va affrontato con il lavoro diplomatico, per la presidente della Camera Laura Boldrini che, rispondendo ai giornalisti a Perugia, ha rimarcato: «Se non vogliamo che ci siano le morti in mare dobbiamo cercare di risolvere i problemi che sono alla base della fuga».Riferendosi poi al ruolo dei media, Boldrini ha detto: «Siamo al Festival del giornalismo, anche voi se riuscirete ad allargare l'eco del problema aiuterete l'opinione pubblica a capire perchè ci si mette in gioco sulle carrette del mare. La Siria è la più grande crisi umanitaria dal dopo seconda Guerra Mondiale, ci sono circa 6 milioni di persone fuori casa, molti sono nei Paesi confinanti. Ci dobbiamo meravigliare se c'è chi pensa di arrivare in Europa, rischiando anche la vita, perché non ha nulla da perdere? La soluzione - ha concluso Boldrini - non è quella di fare il contrasto o di mostrare i muscoli e alzare i toni, è una polemica inutile. La soluzione è lavorare sui tavoli negoziali. Tutti amano la propria casa e la propria terra e se possibile amerebbero rimanerci, ma è un privilegio che milioni di persone oggi non hanno».