11 maggio 2021
Aggiornato 15:30
Il leghista contro l'inefficienza del governo

Calderoli: Renzi pensa ai profughi, scuole e strade crollano

«Finalmente vengono al pettine le bugie di Renzi». Il leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, torna ad attaccare il premier Matteo Renzi e la condotta del governo, partendo dagli ultimissimi fatti che hanno visto il crollo di una scuola in Puglia e dalla gestione dell'emergenza immigrazione. Per Calderoli il governo è impegnato a vendere illusioni, piuttosto che a lavorare.

ROMA (askanews) - «Gli italiani non vedranno alcun 'tesoretto', è solo per gli immigrati, non solo, mentre le scuole e le strade crollano mettendo in pericolo anche i bambini, Renzi e Alfano pensano a requisire le case degli stessi italiani per darle ai profughi». Lo ha affermato con una nota il leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, il quale spiega: «Finalmente vengono al pettine le bugie di Renzi: altro che soldi alle scuole, solo promesse da campagna elettorale e nient'altro, mentre a causa dei tagli che impediscono la corretta manutenzione, bambini e maestre rischiano ogni giorno che i soffitti crollino loro addosso».

Il governo e l'illusione da vendere
«E cosa dire dello scandalo dei viadotti e delle strade che si sbriciolano di continuo? - chiede l'esponente della Lega - Il governo, invece di risolvere i problemi reali della gente, si preoccupa di inventare una nuova illusione da vendere agli italiani: dopo il bluff degli 80 euro, ora ci provano con il tesoretto. Ma in Italia il vero tesoretto è destinato solo agli immigrati, per ospitare i quali non bastano gli alberghi stellati: il ministro Alfano pensa addirittura di requisire la abitazioni dei cittadini».

L'incubo Renzi
«Quello che il parolaio fiorentino cerca ancora di vendere come un bel sogno - afferma Roberto Calderoli - si sta rivelando un bruttissimo incubo con le tasse che continuano a salire in modo vertiginoso e la disoccupazione che non accenna a diminuire»«In un paese normale - conclude il senatore - il premier avrebbe preso atto del proprio fallimento e se ne sarebbe andato a casa da tempo».