26 marzo 2019
Aggiornato 14:30
La Lega friulana ha trovato l'intesa con l’Fpö, la destra austriaca

Mazzolini: la Carinzia è d'accordo con noi. Chiudiamo la frontiera

A Tarvisio, rivolta della Lega Nord e della destra carinziana alla notizia dell'apertura di due nuovi Cara, uno italiano e l'altro austriaco, sui territori transfrontalieri. Stefano Mazzolini (LN) e gli esponenti dell'Fpö sono sulla stessa linea: «Chiudiamo le frontiere, difendiamo il nostro tessuto socio-economico da un'invasione di clandestini». Presto, una manifestazione con Fedriga e Salvini

UDINE – Un nuovo Cara a Tarvisio? Neanche per sogno. I leghisti friulani hanno trovato alleati preziosi nella loro battaglia contro la trasformazione della caserma Lamarmora in un centro accoglienza richiedenti asilo. Il governatore della Carinzia, Peter Kaiser, ha infatti riportato alla governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani le pressioni che sta subendo dalla destra populista austriaca a favore della sospensione del trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone. Una posizione assolutamente condivisa dalla Lega locale, che teme che Tarvisio diventi la «Lampedusa del Nord».

MAZZOLINI: I CLANDESTINI MUSULMANI DISTRUGGONO IL NOSTRO CONTESTO SOCIALE - L’esponente tarvisiano della Lega Stefano Mazzolini, in particolare, racconta di aver parlato, proprio in questi giorni, con esponenti politici della destra carinziana, l’Fpö, «che sono poi amici, visto che ci incontriamo spesso in un ristorante dove la maggior parte dei clienti sono austriaci», spiega. «Quindi, abbiamo avuto un incontro ufficiale sul tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo. La nostra contrarietà sull’apertura del campo a Tarvisio è nota a tutti, campo che sorgerebbe a fianco di piste da sci da discesa, in un luogo così strategico anche a livello turistico. Quello che però mi ha stupito», dichiara, «è venire a sapere che il presidente della Carinzia, anche lui socialista e alleato in Europa con la Serracchiani, abbia intenzione di realizzare un centro d’accoglienza ancora più grande di quello di Tarvisio nei pressi del confine italo-austriaco, dalla parte dell’Austria». E questo, dichiara Mazzolini, «significa distruggere il contesto socio-economico di questi piccoli paesi e di queste piccole realtà, con una presenza così massiccia di stranieri, peraltro musulmani: fondamentale diversità. E aggiungo che coloro che avrebbero davvero diritto all’asilo, ad esempio cristiani che scappano dai massacri», sottolinea, «sono soltanto il 10% di questi arrivi. Quindi il tema del campo di accoglienza non ci sarebbe, visto che basterebbero quelli che ci sono già. Invece, oltre ad andarli a prendere, li dobbiamo mantenere qua», protesta. «Quei soldi sarebbero da destinare agli italiani senza lavoro. Invece, arrivano continuamente persone senza controllo, e noi non sappiamo chi sono, ma solo di che religione sono, che ha chiari elementi di pericolosità». Mazzolini, sull’argomento, è assolutamente determinato: «Aggiungo che l’integrazione di cui tanto parlano i buonisti non può realizzarsi con le donne musulmane che girano col velo in Europa».

LA DESTRA CARINZIANA D’ACCORDO A CHIUDERE LE FRONTIERE - Per arginare i flussi migratori ed evitare che vengano aperti nuovi Cara, la proposta della Lega e della destra carinziana è, dunque, quella di chiudere le frontiere. «Insieme agli amici carinziani, dopo la spaventosa notizia dell’intenzione di aprire un campo ancora più grande oltre-confine, riteniamo che ci debba essere un massiccio controllo delle frontiere, su tutto il territorio dove le persone possono passare. A Tarvisio, giornalmente, secondo i dati della polizia, passano 50-60 extracomunitari che vengono bloccati». Insomma, per l’esponente leghista, «quando le persone arrivano alle nostre coste, lì bisogna capire chi può stare e chi deve essere rimandato a casa sua. Se i campi di accoglienza fossero fatti sul loro territorio, in Stati amici, pagheremmo molto meno: da 35 euro ne spenderemmo 2 al giorno, e loro rimarrebbero nel loro tessuto culturale, se così posso dire.. Chiudere i confini ormai è necessario. Peccato che il reato di clandestinità, in Italia, sia stato tolto».

IL SINDACO: IL CARA SAREBBE UN DISASTRO PER IL TURISMO - D’altronde, anche secondo il sindaco della città friulana Renato Carlantoni sarebbero consistenti le ricadute negative che l’apertura di un Cara avrebbe sul tarvisiano: un possibile aumento della microcriminalità e il rischio di vanificare quanto fatto fino a oggi in campo turistico. Dal canto suo, la destra austriaca è preoccupata per l’espatrio verso la Carinzia dei profughi che potrebbero trovare ospitalità a Tarvisio. Le posizioni di Mazzolini e degli «amici» carinziani sono suffragate dal segretario regionale della Lega, Massimiliano Fedriga. Che conferma che il partito si stia mobilitando su questa questione, e, in generale, per la sospensione di Schengen. Nel frattempo, è annunciata una manifestazione a Tarvisio, che si terrà in presenza anche di Fedriga e di Matteo Salvini.

LA CARINZIA CONVINCERÀ LA SERRACCHIANI A DESISTERE? - La questione è certamente complessa, perché il Ministero dell’Interno ha individuato nella caserma Lamarmora un luogo ideale per la creazione di un Cara. E nonostante le perplessità espresse dall’amministrazione comunale, fino a qualche settimana fa sembrava certo che in primavera il centro sarebbe stato realizzato, come ribadito più volte anche dal prefetto di Udine, dando ospitalità a diverse decine di richiedenti asilo. Ora, però, la posizione della Carinzia potrebbe modificare le cose, e costringere la Serracchiani, dopo il messaggio del collega Kaiser, a fare retromarcia sul provvedimento. Se ne rattristeranno, forse, i «buonisti» di cui parlava Mazzolini, e tutti coloro che ritengono irresolvibile il problema dell'immigrazione con il linguaggio dell'intolleranza e del respingimento. Ma a Tarvisio, di sicuro, sono in molti ad augurarselo.