18 novembre 2019
Aggiornato 03:00
Scuola a Bergamo: scoppia il caso "no al presepe"

Salvini: «Difenderemo Betlemme dall'estremismo religioso»

Il preside dell'Istituto De Amicis di Bergamo ha vietato il presepe: "Pazzesco", ha protestato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, annunciando su Facebook che domani, alle 17,30 porterà all'istituto di Bergamo in via delle Tofane, un presepe in dono.

ROMA - Il preside dell'Istituto De Amicis di Bergamo ha vietato il presepe: «Pazzesco», ha protestato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, annunciando su Facebook che domani, alle 17,30 porterà all'istituto di Bergamo in via delle Tofane, un presepe in dono.

ALLA SCUOLA DI BERGAMO IL PRESEPE LO PORTO IO  - «Luciano Mastrorocco - ha aggiunto Salvini - il dirigente anti-Napoli, dice infatti che 'la favoletta che la cultura europea è figlia di tante cose, tra cui il cristianesimo, non sta più in piedi'. E poi ancora 'non va creata alcuna discriminazione... in questa scuola gli alunni non italiani sono il 30%... qualcuno potrebbe subire ciò che non gli appartiene... a scuola non ci devono essere simboli che dividono'. Una vergogna. È questo il modello di 'scuola' che dovrebbe educare i nostri figli? Perché togliere ai bambini, di qualunque razza e cultura, il bello del Natale? Sabato pomeriggio, il presepe a quella scuola lo porto io?».

NCD: RISPETTIAMO LA COSTITUZIONE E LE NOSTRE TRADIZIONI - Anche Carlo Giovanardi, senatore Ncd, ha criticato la decisione del preside bergamasco: «Se in Italia dovessimo seguire le farneticanti motivazioni del preside dell'Istituto De Amicis di Bergamo, tese a proibire l'allestimento di un presepe a Natale nella scuola, dovremmo abrogare la festività del 25 dicembre che quest'anno, per esempio, ricade di giovedì, che è un giorno feriale ma riconosciuto come festivo dalla Repubblica italiana in quanto celebrazione religiosa della nascita di Gesù. La scuola deve essere palestra di rispetto della legalità e dei principi della nostra Costituzione e non campo di conquista per chiunque voglia imporre agli studenti la sua soverchiante visione del mondo».

PSI: PRIVILEGIAMO L'INCLUSIONE E L'INCONTRO TRA LE CULTURE - Non condivide la scelta nemmeno la laicissima deputata socialista Pia Locatelli: «L'intento e le ragioni del dirigente scolastico dell'Istituto De Amicis di Celadina di Bergamo sono comprensibili, ma non possiamo rinunciare alle nostre tradizioni e religioni per non fare torti a chi ha tradizioni e religioni diverse. Può sembrare strano che io, laica, difenda il presepe, ma sono convinta che la convivenza tra religioni e culture diverse debba avvenire privilegiando l'inclusione e non l'esclusione e cercando di coinvolgere tutti e tutte. Penso quindi a una scuola dove si ricorda il Natale e il presepe, ma anche la festa ebraica di Hanukkah e la Festa islamica del sacrificio, Id al-Adha. Insegnare ai bambini che esistono tradizioni, religioni e culture diverse è un ottimo antidoto contro il razzismo e l'emarginazione».