14 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Camera di Commercio di Vercelli

Estate di crisi per il commercio vercellese

L'indagine congiunturale del terzo trimestre dell'anno evidenzia un calo generale del fatturato pari al 2,7%, male la grande distribuzione.

VERCELLI - I risultati che emergono dall’indagine effettuata su un campione significativo di imprese vercellesi appartenenti ai settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione nel III° trimestre 2014 appaiono per lo più negativi. A fronte di una stazionarietà manifestata dagli esercizi di vicinato del commercio al dettaglio, si rileva, infatti, una dinamica negativa registrata sia dagli esercizi della somministrazione, sia dalle medie e grandi strutture di vendita.

Complessivamente nel periodo luglio-settembre 2014 il fatturato (valori correnti, IVA esclusa) delle imprese vercellesi che appartengono ai settori del commercio e della ristorazione ha registrato una variazione del -2,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Questo è quanto emerge dall’indagine congiunturale sui settori del commercio e della ristorazione realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nel mese di ottobre 2014 con riferimento ai dati del periodo luglio-settembre 2014, e ha coinvolto 1.019 imprese piemontesi dei settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione, per un volume d’affari complessivo pari a circa 3,7 miliardi di euro. A livello locale, la rilevazione ha riguardato 66 imprese della provincia di Vercelli, per un fatturato complessivo pari a circa 147,3 milioni di euro.

«I dati dell’indagine congiunturale mostrano come le imprese del comparto commercio e ristorazione risentano ancora degli impatti negativi della crisi sulla domanda interna. L’erosione del potere di acquisto delle famiglie ripercuote i propri effetti negativi soprattutto sulle vendite al dettaglio delle medie e grandi strutture di vendita. Occorre mettere in atto strategie di rilancio sia dei consumi che degli investimenti, che siano in grado di infondere fiducia alle imprese e ai consumatori del Vercellese», ha dichiarato Claudio Gherzi, Presidente della Camera di commercio di Vercelli.

Scendendo nel dettaglio delle categorie merceologiche oggetto di indagine si osserva il seguente andamento del volume d’affari: gli esercizi commerciali appartenenti al dettaglio tradizionale - esercizi di vicinato - hanno manifestato una stazionarietà del fatturato (0,0% rispetto al III° trimestre 2013), quelli della grande distribuzione organizzata - medie e grandi strutture di vendita – hanno scontato un calo del 3,8%. Il volume d’affari complessivamente generato dalle imprese della ristorazione è diminuito dello 0,8% rispetto al periodo luglio-settembre 2013.

Scendendo nel particolare degli esercizi di vicinato, si rileva la flessione del fatturato scontata dai prodotti per la casa e ICT (-14,9%), dagli altri prodotti (-5,0%) e dal comparto alimentare (-0,3%); risultati positivi si registrano, invece, negli esercizi di vicinato che operano nella cultura e tempo libero (+5,0%) e in quelli legati al settore dell’abbigliamento (+4,9%).

Il volume d’affari generato dalle imprese dei settori del commercio al dettaglio e della ristorazione della provincia di Vercelli registra una contrazione maggiore rispetto al corrispondente comparto piemontese. A livello regionale, infatti, il fatturato di queste imprese è diminuito dello 0,5% rispetto al III° trimestre 2013.

Alla flessione del fatturato segue il giudizio tutt’altro che positivo espresso dagli imprenditori intervistati per quanto concerne l’andamento degli ordini effettuati ai fornitori: il 66,6% delle imprese vercellesi ha rilevato una flessione nel trimestre in esame (in confronto allo stesso periodo del 2013), solo il 2,2% un incremento dando origine, così, a un saldo di opinione negativo per 64 punti percentuale.

Le previsioni degli imprenditori vercellesi per il periodo ottobre-dicembre 2014 registrano segnali negativi per tutte le principali voci. In particolare, tali segnali si rilevano per quanto concerne gli ordini ai fornitori (con un saldo di opinione negativo per 36 punti), il fatturato (con un saldo di opinione negativo per 31 punti) e l’occupazione (per cui si registra un saldo negativo per 27 punti).