30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Interrogazione parlamentare

Gli oleodotti ENI, bomba ecologica senza controllo

Da Forza Italia, il deputato Remigio Cerroni, presenta un'interrogazione parlamentare, dalla quale risulterebbe che ENI SpA starebbe utilizzando gli oleodotti del Nord-Ovest e altri del Centro Italia senza proteggerli con un sistema di monitoraggio che evidenzi le perdite, catastrofiche per l'ambiente.

ROMA - Il deputato di Forza Italia, Remigio Ceroni, in una interrogazione parlamentare presentata alla Camera ha reso noto che secondo le informazioni in suo possesso «risulterebbe che ENI SpA stia utilizzando gli oleodotti del Nord-Ovest (facenti capo al nodo della raffineria di Sannazzaro de' Burgondi, Pavia) ed altri oleodotti del Centro Italia senza proteggerli attraverso un sistema di monitoraggio in grado di evidenziare rapidamente perdite che sarebbero catastrofiche per l'ambiente, data la tipologia altamente inquinante dei prodotti trasportati».

AMBIENTE E ECONOMIA - I Paesi del nord Europa, ha ricordato Remigio Ceroni, hanno saputo coniugare un notevole sviluppo industriale, economico e sociale con un'attenzione fortissima verso i temi della sicurezza e della salvaguardia dell'ambiente. Inoltre la «società ENI SpA ha investito, negli ultimi 5 anni, circa 2 milioni di euro per l'acquisto dei sistemi di monitoraggio e controllo delle perdite lungo la sua rete di oleodotti, ma ne ha fatti attivare solo alcuni, apparentemente rinunciando all'utilizzo di quanto acquistato ed installato». La stranezza, afferma Ceroni, è che tali sistemi di monitoraggio sono inoltre tutti forniti da una stessa società italiana il cui prodotto consolidato è presente in numerose installazioni anche all'estero.

L'INTERROGAZIONE - L'interrogante si rivolge quindi ai ministri competenti per sapere se «siano a conoscenza della situazione descritta; se risulti per quali ragioni gli oleodotti vengano utilizzati senza che sia operativo un sistema consolidato di monitoraggio delle perdite; se siano noti i motivi per cui è stato compiuto un ingente investimento per l'acquisto di sistemi di monitoraggio e controllo delle perdite sulla rete di oleodotti e non è stato messo a regime; se risulti come mai, nel caso in cui ENI SpA stesse sperimentando tecnologie differenti da quella sopra riportata, non operi con quanto ha già a propria disposizione; quali siano i criteri che hanno portato all'utilizzo dei sistemi citati soltanto in alcuni oleodotti della rete».

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