6 aprile 2020
Aggiornato 00:30
Istituzioni | Camera

Boldrini: «Sul regolamento siamo a buon punto»

La presidente della Camera Laura Boldrini si augura che entro settembre si riesca a «stringere» sulla riforma del regolamento di Montecitorio: «Mi sento ottimista. Riduciamo costi, ma senza usare l'accetta».

ROMA - La presidente della Camera Laura Boldrini si augura che entro settembre si riesca a «stringere» sulla riforma del regolamento di Montecitorio. Durante la cerimonia del ventaglio, la Boldrini ha spiegato: «Sul regolamento siamo a buon punto, nel calendario di settembre la riforma è già iscritta in aula. Sono fiduciosa, mi pare di poter dire che abbiamo rimandato anche per poter seguire le sorti di quanto sta avvenendo al Senato: sulla scia anche di questo ci sono state sollecitazioni a rimandare. Io ho accolto questa sollecitazione, adesso a settembre credo che riusciremo a stringere. Me lo auguro fortemente perché tutti i gruppi lo chiedono, tutti i gruppi evidenziano le disfunzioni del regolamento».

MI SENTO OTTIMISTA - «Vogliamo dare più centralità alle commissioni, saranno sempre più il luogo dove il provvedimento viene elaborato, non ci sarà più - o in misura molto ridotta - sovrapposizione tra commissione e aula in termini di lavori; ogni giorno ci saranno ore destinate ai lavori di commissione. Nel tentativo di ridurre la decretazione d'urgenza che oggi regna sovrana, cercheremo di dare tempi certi per i provvedimenti del governo. Tutto questo sempre nell'ottica però che anche le opposizioni avranno delle garanzie». Inoltre, «non ci saranno più le 24 ore per la fiducia, le proposte di iniziativa popolare verranno vagliate in commissione, ci saranno tempi certi». Insomma, «mi sento di essere ottimista».

RIDUCIAMO COSTI - La Camera sta facendo uno sforzo per «pesare meno sul bilancio dello Stato», negli ultimi due anni il risparmio per le casse pubbliche è stato di 138 milioni di euro e «chi vuole confutare queste cifre lo deve fare in modo corretto». Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini: «Stiamo cambiando e cercando di razionalizzare, l'obiettivo unico è rafforzare l'istituzione Camera, che si rafforza se si eliminano gli sprechi».
«Lungi da noi - ha precisato - voler mettere in discussione il livello di professionalità, di abnegazione, del personale della camera. Facciamo nottate qui e i dipendenti sono sempre al loro posto. Cerchiamo di razionalizzare in modo sostenibile, si poteva usare l'accetta ma noi non usiamo l'accetta. Vogliamo che ci sia più sintonia tra dentro il palazzo e fuori il palazzo. Oggi tutti siamo chiamati a fare qualcosa, io mi sono tagliata lo stipendio senza che nessuno me lo chiedesse, il primo giorno che ho messo piede in questo palazzo. Ho tagliato il mio stipendio del 30%, ho chiesto ai miei collaboratori di fare altrettanto e lo hanno fatto... Stiamo o no facendo qualcosa? Abbiamo fatto passi avanti, abbiamo chiesto meno soldi allo stato, in due anni siamo pesati di meno 138 milioni di euro. È stata ridotta la dotazione di 50 milioni l'anno e abbiamo restituito 38 milioni di euro. Abbiamo tagliato, abbiamo anche ridotto la spesa. Poi ognuno è libero di confutare queste cifre, purché lo faccia in modo corretto».

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