4 dicembre 2021
Aggiornato 03:00
Sel rilancia

Ecco l'Onda dei matrimoni gay

Sinistra-Ecologia e Libertà lancia la campagna per chiedere la certificazione nei registri di stato civile dei matrimoni gay celebrati all'estero. Cathy La Torre spiega: "Si chiama 'Onda dei Diritti Civili' perché devono essere di tutti".

ROMA - Sinistra Ecologia e Libertà lancia la campagna per chiedere la trascrizione nei registri di stato civile delle unioni gay celebrate all'estero. In tutta Italia i consiglieri comunali di Sel si faranno promotori e/o inviteranno le altre forze politiche a farsi promotrici insieme a loro di ordini del giorno, affinché i sindaci e gli uffici anagrafe provvedano a registrare i matrimoni. 

L'Onda dei Diritti Civili di Sel - «La campagna - si spiega - è chiamata 'Onda dei Diritti Civili' perché i diritti civili siano interi e per tutti e non parziali e per pochi. La campagna esordisce in varie citta' italiane, amministrate dal centro sinistra: Torino, Milano, Pescara, Firenze, Roma, Bari, Genova, Treviso, Ancona, Cagliari, Trieste, Udine e Foligno ma proseguira' in tutte le citta' italiane».
«Questa Onda dei diritti civili
- spiega Cathy La Torre, responsabile Diritti di Sel - parte dai Comuni, ancora una volta protagonisti dell'avanzamento per il riconoscimento dei diritti civili, per parlare al Paese e al Parlamento. L'Onda deve arrivare al cuore del problema: l'affermazione piena, dunque anche legislativa, della cultura dei diritti per tutte e tutti, e l'ingresso da questo punto di vista dell'Italia in Europa. Dobbiamo liberarci dell'idea discriminatoria che l'allargamento dei diritti alle 'minoranze' equivalga alla sottrazione della quota di diritti oggi riconosciuti alla 'maggioranza' di cittadini e cittadine eterosessuali».

Una rivoluzione certificata - «Si tratta di una rivoluzione - prosegue l'esponente di Sel - per centinaia di coppie che permetterà di provare l'esistenza dello status coniugale e godere di tutti i benefici e le tutele derivanti dall'applicazione in Italia di norme europee. Certo siamo ancora ben lontani dal pieno riconoscimento degli stessi diritti delle altre coppie sposate, perché la trascrizione di un matrimonio contratto all'estero non darà per esempio la possibilità di ereditare automaticamente beni dal coniuge o di accedere alla sua pensione. Ma il riconoscimento, anche solo dal punto di vista certificativo di questi matrimoni, appare già - conclude La Torre - una rivoluzione».