23 ottobre 2021
Aggiornato 00:30
Il ritorno di Silvio

Centrodestra: umori e malumori

Dopo la piena assoluzione di Berlusconi, il suo ritorno alla leadership di coalizione appare scontato. Ma se, da un lato, c'è chi si stringe subito intorno al Cavaliere, dall'altro non mancano i battibecchi tra la Lega e il Ncd.

ROMA - Dopo la piena assoluzione, il ritorno in politica di Silvio Berlusconi apre nuovi scenari nel futuro del centrodestra. Ma il percorso non sarà semplice, e appare costellato di ostacoli e imprevisti. C'é chi non perde tempo, ed auspica un suo ritorno ufficiale alla leadership, chi procede con più cautela e chi invece dichiara guerra aperta ai compromessi di coalizione.  

Berlusconi: Sono tornato  - «Abbiamo un Pd al 38 per cento, Grillo al 23 e il centrodestra, frammentato, al 30 per cento. Lo scenario che se ne ricava è quello di un Paese con una forte coloritura di sinistra e con il Movimento 5 Stelle che rappresenta un serio pericolo per la democrazia. Ecco perché occorre ricostruire l'unità del centrodestra e far sì che i moderati, che sono la maggioranza nel Paese, acquistino consapevolezza e si trasformino in una maggioranza politica organizzata. Noi stiamo tentando di farlo con le nostre 'Comunità azzurre'»: afferma Silvio Berlusconi in un'intervista a 'Oggi', e l'ex Cavaliere appare sempre più determinato a riprendersi la leadership indiscussa del centrodestra.  

De Girolamo (Ncd): Il leader è Berlusconi - «Il centrodestra ha senso soltanto se riunito. Da Forza Italia a noi del Nuovo centrodestra, passando per Udc, Fratelli d'Italia e Lega. Dobbiamo costruire la coalizione dei prossimi vent'anni». Lo ha detto la capogruppo di Ncd alla Camera Nunzia De Girolamo, intervistata dal Corriere della Sera, convinta che «entro l'anno serve un congresso costituente che ci porti, a seconda di come saremo in grado di sviluppare il dialogo tra di noi, a una federazione di partiti o a un nuovo soggetto unico del centrodestra". Quanto alla leadership, «la forza degli uomini non si misura quando stanno in ascesa, ma da come sanno rialzarsi quando cadono. Berlusconi, in questo, è imbattibile. La sua scelta di porsi come pacificatore, federatore e rifondatore del centrodestra va vista come un atto di generosità al quale non possiamo rinunciare. La leadership delle idee è senz'altro la sua», ha detto.

Lorenzin (Fi): Sono berlusconiana fin da ragazzina - «Non sono mai stata antiberlusconiana, basta essere contrari a una linea che si diventa antiberlusconiani": ha detto a Sky Tg24 il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, commentando le indiscrezioni di stampa secondo cui il ministro sarebbe contrario ad una riunificazione del centrodestra.
«Io - ha proseguito il ministro - ho militato in Forza Italia sin da ragazzina e non ho mai detto una parola contro Berlusconi. Abbiamo fatto una scissione poco meno di un anno fa per dei motivi molto seri, che non avevano nulla a che fare con i processi a carico di Silvio Berlusconi, ma con la linea politica: non eravamo d'accordo nel far cadere il Governo Letta, e al passaggio dal Pdl a Forza Italia. Non trovando una sintesi su questi temi, siamo stati costretti a uscire fuori, garantendo la stabilità all'Italia; a me non sembra che questi elementi siano cambiati».
«Ncd - ha detto ancora la Lorenzin - ha avviato un percorso chiaro, di cui ha fatto già la parte più difficile, ora dobbiamo rafforzarci, avere una maggiore identità politica e solo dopo parlare di alleanze. Il dibattito di questi giorni ha un sapore di accelerazione di cui non capisco i motivi e le ragioni».

Gasparri: Il clima è cambiato - Se la De Girolamo e la Lorenzin non esitano a spalleggiare il Cavaliere, c'è anche chi procede più cautamente. "Il clima è cambiato, bisogna riannodare i fili. L'obiettivo comune deve essere quello di riformare una grande coalizione che, partendo soprattutto dai temi dell'economia, del lavoro, della famiglia e dell'immigrazione, crei insieme a Berlusconi un'alternativa vincente alla sinistra", ha dichiarato Maurizio Gasparri di Forza Italia. «L'importante è agire con realismo, considerare i limiti di ciascuno ma agire con spirito costruttivo e unitario", ha concluso.

Salvini (LN): Noi non stiamo con immigrati e carcerati - Ma se, da un lato, il ritorno in campo di Silvio Berlusconi apre nuovi orizzonti a una parte del centrodestra che vuole ricostruirsi attorno al suo redivivo leader, dall'altro non tutti la pensano allo stesso modo.  «Non ci interessa fare parte di una truppa che sta con immigrati e carcerati»: il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, respinge l'ipotesi di fare parte di un centrodestra che veda il Carroccio insieme con Ncd e Forza Italia, accusandoli di non opporsi all'azione del governo Renzi in materia di carceri e immigrazione.
Salvini ha parlato durante una conferenza stampa a Montecitorio nella quale, esibendo magliette dalla scritta "Io sto con le vittime", un gruppo di parlamentari della Lega ha confermato l'ostruzionismo alla Camera sul ddl carceri. Il segretario leghista, riferendosi alle manovre in corso per una nuova unità del centrodestra, ha ribadito: «Qualunque lettera inviata alla nostra buca delle lettere che contenga stipendi per i carcerati, indulto e sbarchi di massa è rimandata al mittente». Ed ha precisato: «Non ci interessa fare parte di una truppa che sta con immigrati e carcerati».

Alfano (Ncd): Sono io che non voglio Salvini - E la risposta di Angelino non si è fatta attendere: «Semmai sono io che non mi siedo al tavolo con una destra xenofoba e antieuropeista...». Il leader del Ncd e ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha replicato così al segretario leghista Matteo Salvini, che aveva ripetuto di non voler sedere al tavolo col «padre di Mare nostrum».

La Russa (FdI): Patteggerei anche col Diavolo - Di fronte a tanti dibattiti e battibecchi, c'é anche chi non rinuncia all'ironia. «Salvini non vuole sedersi al tavolo con Alfano perché sta al governo con Renzi. Alfano definisce Salvini 'razzista'. La De Girolamo parla, ma i suoi le dicono di tacere; mentre Casini tace e gli si chiede di parlare. Come inizio non c'è male!»: così Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, commenta il dibattito in corso nel centrodestra.
«Personalmente - conclude La Russa - mi incontrerei e parlerei anche con il diavolo per verificare se e come si può tornare a battere la sinistra. Ovviamente a patto che vi siano le giuste condizioni, ma certamente senza pregiudizi».