26 maggio 2019
Aggiornato 17:00
MOVIMENTO 5 STELLE

«Letta è un Robin Hood al contrario, toglie agli alluvionati per fare cassa»

RP | RP | RP | M5s: «Il governo ha deciso di fare il suo spot pubblicitario sostenendo di aver assegnato 68 milioni di fondi per i territori colpiti da calamità naturali attingendoli dal taglio al finanziamento pubblico ai partiti. Niente di più falso. Sono quelli derivanti da una legge approvata nel 2012»

ROMA - «Letta è un Robin Hood al contrario, toglie agli alluvionati per fare cassa», hanno scritto in una nota i deputati del Movimento 5 stelle (M5s) alla Camera.

I FALSI CONTRIBUTI PER LA SARDEGNA - «Sull'onda del sentimento collettivo generato dall`alluvione in Sardegna – hanno spiegato nel comunicato - il governo ha deciso di fare il suo spot pubblicitario sostenendo di aver assegnato 68 milioni di fondi per i territori colpiti da calamità naturali attingendoli dal taglio al finanziamento pubblico ai partiti. Niente di più falso. Sono quelli derivanti da una legge approvata nel 2012 che già vincola la destinazione per quelle zone per cui è stato dichiarato lo stato di emergenza a partire dal 1 gennaio 2009. E fra i destinatari ci sono Marche, Lucca, Massa Carrara, Genova, La Spezia, Toscana, L`Aquila, Calabria e Basilicata».

8 MILIONI USATI PER FARE CASSA - «Il governo, quindi, ha solamente applicato una legge ma, nel farlo, è riuscito anche a fare di peggio: sono infatti 60 i milioni destinati agli alluvionati, il resto è stato assegnato a un fondo per gli interventi strutturali di politica economica. Ovvero – hanno concluso - per fare cassa».

SU PENSIONI D'ORO UN TAGLIETTO - I deputati del M5s hanno poi attaccato l'esecutivo in tema di pensioni: «Come al solito la casta è bravissima a cadere in piedi e a salvare i propri privilegi, anche in epoca di crisi profonda, di tagli selvaggi e di spending review sbandierata. Se poi i politici di professione vengono scoperti con le mani nella marmellata, ecco sempre pronto l'alibi della distrazione, della dimenticanza. Il ridicolo taglietto delle pensioni d`oro, contenuto nella legge di stabilità, non coinvolge ad oggi i vitalizi degli ex onorevoli. E tutto ciò mentre viene ridotta l'indicizzazione di pensioni che consentono una vita appena dignitosa».

DE LUCA E IL DOPPIO INCARICO - Infine i grillini hanno chiesto al ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi di «mettere fine a caso di mala politica che vede protagonista Vincenzo De Luca il quale, contrariamente a quanto previsto dalla legge, a otto mesi dall'inizio della legislatura ricopre ancora un doppio incarico: quello di sindaco di Salerno e quello di sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».

IL SINDACO INDAGATO - Secondo i pentastellati: «De Luca è in palese conflitto di interessi perché secondo la legge non si possono ricoprire contemporaneamente due incarichi di questo tipo. Il pluri indagato De Luca, tra l`altro, si è anche lamentato per non aver ancora ricevuto le deleghe operative come viceministro. Non bastasse tutto questo il sindaco di Salerno dal 20 novembre sarebbe indagato sul caso Crescent, grande condominio privato su suolo pubblico edificato a ridosso del mare. Essendo tra le competenze del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti anche quella relativa al demanio marittimo, il conflitto di interessi di De Luca si allargherebbe ulteriormente».

A Lupi è stato chiesto di portare immediatamente in consiglio dei Ministri la questione di revoca di deleghe al sottosegretario De Luca. Da parte sua, il ministro dei Trasporti ha riconosciuto le ragioni avanzate dal M5s ed ha affermato di non avere dato fino a ora le deleghe da viceministro a De Luca proprio in ragione del fatto che ricopre la carica di sindaco.

«Un`affermazione che è l`esatto opposto rispetta quanto detto in passato da De Luca - ha sostenuto la portavoce M5s Silvia Giordano - il quale affermava che per dimettersi da sindaco era in attesa di ricevere prima le deleghe. Lupi però, ha anche aggiunto che prima di prendere qualunque decisione attenderà il pronunciamento dell`Antitrust sul caso di De Luca, prevista per il 30 novembre».