20 gennaio 2021
Aggiornato 01:00
Duello alla Camera

Scambio di accuse fra Boldrini e MoVimento 5 stelle

I deputati pentastellati hanno chiesto «l'effettiva e non simbolica ripresa dei lavori parlamentari». La presidentessa di Montecitorio ha replicato, accusando i grillini di fare polemiche «arificiose e strumentali»

ROMA - La Camera ha riaperto i lavori per pochi minuti tra le polemiche del Movimento cinque stelle che avrebbe voluto una ripresa «vera e seria» dei lavori parlamentari. Al centro della breve seduta l'incardinamento del decreto che contrasta il femminicidio. La seduta è stata presieduta dalla presidentessa della Camera Laura Boldrini che ha risposto per le rime ai deputati pentastellati.
Le polemiche, scatenate dal Movimento cinque stelle (M5s) sulla convocazione per pochi minuti della Camera per l'incardinamento del disegno di legge contro il femminicidio, sono «artificiose» e «strumentali». Lo ha detto la presidente della Camera Boldrini aprendo i lavori e replicando alle accuse lanciate in questi giorni dai grillini. La presidentessa di Montecitorio ha ricordato l'iter previsto per la conversione in legge di un disegno di legge del governo e ha osservato che la convocazione della Camera era un «adempimento dettato dalla Costituzione» e sarà poi «la conferenza dei capigruppo a decidere i tempi della discussione in aula». La Boldrini ha quindi criticato le «polemiche artificiose e inutili che nuocciono all'istituzione di cui facciamo parte» e ha ribadito che la convocazione dell'aula oggi «non dà luogo ad alcuna forzatura, nè può prestarsi a qualsivoglia strumentalizzazione». Quindi, a sostegno della sua tesi, ha citato «gli innumerevoli precedenti analoghi in cui una Camera è stata convocata nella pausa estiva o natalizia».

L'«ATTACCO» DEI GRILLINI - Il M5s non ha mollato e dopo giorni di polemiche in interviste e dichiarazioni ha attaccato in aula la presidentessa della Camera. I grillini, con il deputato Danilo Toninelli, hanno chiesto «l'effettiva e non simbolica ripresa dei lavori parlamentari». Non basta dunque «una mera ritualità» ha aggiunto Toninelli, perché la dottrina parlamentaristica prevede che l'incardinamento di un provvedimento abbia «come conseguenze che le commissioni vengano convocate e che abbiano inizio i lavori, per permettere di portare a conclusione l'esame del decreto nei 60 giorni previsti».
Gli ha fatto eco Walter Rizzetto (M5S): «La ratio delle critiche del movimento Cinque stelle non era tentare di non parlare di un tema così importante. Noi faremo la nostra parte. Quello che non capiamo è questo stop, queste mezze ferie per poi essere richiamati alla Camera e poi farne altre. La giornata di oggi costa 150-200mila euro tra trasporti e servizi offerti dalla Camera dei deputati, e noi saremmo stati più d'accordo a dare questi soldi ai centri in sostegno alle donne».

LA REPLICA - Immediatamente ha replicato la Boldrini: «Ma lei ha capito che è un obbligo essere qui? Cosa parla di sprechi? Questo è un esercizio democratico».
Sono successivamente intervenuti altri parlamentari grillini. Per Giulia Sarti il punto non è il tema del provvedimento ma dare l'impressione che Parlamento e Governo stiano lavorando mentre «la metà dei componenti del Governo è piuttosto impegnata in una delle più grandi eventi eclatanti dell'estate, il meeting di Rimini, regno di grandi accordi e di larghe intese, dove proprio in questa settimana si potrebbe trovare la soluzione tanto paventata per salvare il pregiudicato Silvio Berlusconi dalla sua naturale e ovvia decadenza da senatore».

LE VACANZE DELLA PRESIDENTESSA - Per ultimo Massimo Artini, ha domandato se la data odierna sia stata scelta perché «a metà tra una vacanza e l'altra» della stessa presidentessa. «Mi spiace - ha chiosato la Boldrini - che il livello sia questo: è un atto costituzionalmente dovuto, dovevamo farlo, se non lo avessimo fatto non avremmo rispettato la Costituzione. Criticare non è segno di maturità».
La bagarre in aula ha scatenato la reazione di Pd e Sel, che hanno puntato il dito contro l'atteggiamento del M5S in questa legislatura. La convocazione dell'aula, ha detto Titti di Salvo (Sel) intervenendo in emiciclo, era «un atto dovuto». Quanto al Movimento cinque stelle, «si è già assunto la responsabilità di non far nascere un governo per il Paese», in aula. Di fronte al rumoreggiare dei parlamentari cinque stelle («troppo sole...»), Di Salvo ha ribattuto: «Non rispondo alle provocazioni, parto domani per l'Irlanda, io le vacanze devo ancor cominciarle...».
Le ha fatto eco Walter Verini (Pd). La seduta, ha affermato, è «un atto di normalità istituzionale, irrobustito da alcuni elementi: la seduta è presieduta dal presidente della Camera, è presente il ministro per i Rapporti con il Parlamento, c'è la presenza di leader politici perché si discute di un argomento di così alto valore civile. Ho trovato normale - prosegue il parlamentare democratico - anche un po' di cinismo e populismo che caratterizza spesso i collegi cinque stelle: c'è un tema su cui la politica italiana è in ritardo, e invece di valorizzare insieme l'impegno a legiferare si vuole ugualmente gettare discredito anche quando il Parlamento fa bene il suo lavoro...».

BOLDRINI: HO FATTO SOLO IL MIO LAVORO - Terminata la seduta la Boldrini ha detto ad alcuni giornalisti: «Io ho fatto solo il mio lavoro, né più né meno. Non ho fatto niente di eccezionale. Sarebbe stato grave se non l'avessi fatto». La presidentessa ha continuato: «La polemica è strumentale e sterile e non aiuta, serva ad allontanare i cittadini dalle istituzioni. Io sto cercando di fare il contrario, di avvicinare le istituzioni ai cittadini e le cose sono cambiate. Poi, se ci vogliono due minuti o due ore, ci vuole il tempo che ci vuole, è un esercizio di democrazia».