20 giugno 2019
Aggiornato 19:00
Governo | Caso Kyenge

Salvini: «Napolitano non è Gesù, posso dirgli di tacere»

Intimare al presidente della Repubblica di tacere non è offensivo: lo ha rivendicato, ai microfoni di Sky Tg24, Matteo Salvini, eurodeputato della Lega nord: «Invece che per la battuta di Calderoli, s'indigni per il lavoro»

MILANO - Intimare al presidente della Repubblica di tacere non è offensivo: lo ha rivendicato, ai microfoni di Sky Tg24, Matteo Salvini, eurodeputato della Lega nord. «Stiamo parlando di Gesù Cristo? No, stiamo parlando di un essere umano che fa il presidente della Repubblica bene in alcuni casi, molto male in altri casi, l'abbiamo pure votato come Lega contro tutto e contro tutti».

NAPOLITANO SI OCCUPI DI LAVORO - Salvini, che ha attaccato Napolitano su Facebook, reagendo così ai commenti fatti filtrare ieri dal Quirinale a proposito delle parole del leghista Roberto Calderoli sul ministro Kyenge, paragonato a un 'orango', ha spiegato la sua presa di posizione prendendo in qualche modo le distanze da Calderoli: «Il problema - ha affermato - è il lavoro, a me piacerebbe che la segretaria della Cgil, il presidente del Consiglio, il presidente della Repubblica non si occupassero di battute di dubbio gusto o di Kazakistan ma di lavoro, lavoro, lavoro».
«Io - ha aggiunto Salvini - non difendo una battuta sicuramente infelice, sicuramente inutile, però adesso che diventi il caso di Stato, che sui giornali di oggi sia la prima notizia, quando in Lombardia chiudono venti aziende al giorno, quando rischiamo di finire a gambe all'aria, quando i pensionati non ce la fanno, mi sembra una barzelletta. Che il presidente Napolitano si indignasse per la situazione del lavoro e delle pensioni».