11 dicembre 2019
Aggiornato 09:00
Chiesa Cattolica | Dimissioni Benedetto XVI

I Cardinali escono in ordine sparso

La sede vacante inizia il primo marzo, dopodomani, e molti dei 115 elettori devono ancora arrivare a Roma. A ridosso del Conclave andranno a pernottare dentro il Vaticano, nella domus Santa Marta, prima di allora saranno sparsi per Roma

CITTÀ DEL VATICANO - Il cardinale Roger Mahony, contestato arcivescovo emerito di Los Angeles per una storia di insabbiamento delle accuse ai preti pedofili, sembra serafico. E' uno dei primi ad apparire nella folla che defluisce da piazza San Pietro dopo l'ultima udienza di Benedetto XVI. I giornalisti lo riconoscono, lo rincorrono, provano a fargli domande. «God bless you!», risponde sorridente il porporato, e sfila via.

Erano una settantina (su 208) i cardinali presenti sul sagrato di San Pietro. Molti curiali, alcuni papabili, ma anche assenze eccellenti. La sede vacante inizia il primo marzo, dopodomani, e molti dei 115 elettori devono ancora arrivare a Roma. A ridosso del Conclave andranno a pernottare dentro il Vaticano, nella domus Santa Marta, prima di allora saranno sparsi per Roma.

George Pell, imponente arcivescovo australiano, dà qualche mezza risposta ai cronisti. Il Conclave sarà lungo? «Chi sa, ne dubito, ma non so». Inizierà prima del 15 marzo? «Forse un po' prima, forse». Il collegio cardinalizio «ovviamente» non è diviso. Il prossimo Papa srà italiano? «Sarà il miglior cardinale!». Sarà lei? «No! Certamente un italiano è possibile...». Più cauto Jean-Pierre Ricard di Bordeaux. Il Conclave anticipato? «Cominceremo semplicemente le congregazioni generali lunedì prossimo, ma poi non so come sarà il calendario, non ho informazioni particolari». Il collegio è diviso? «Sono appena arrivato, non ho molte informazioni sulla questione...». Compassato Donald Wuerl di Washington: «E' bellissimo vedere così tante persone da tutto il mondo dimostrare il loro affetto per il Papa». Conclave prima del 15 marzo? «Non ho nessuno modo di saperlo, dobbiamo solo aspettare». Una cronista italiano gli domanda se il prossimo sarà italiano. E lui, in italiano, risponde: «Chi sa, tutto questo resta nelle mani del Signore». Sudamericano? «Non mettiamo limiti alla divina Provvidenza...». Reinhard Marx di Monaco di Baviera solca la piazza a grandi passi. E tronca qualsiasi domanda dei cronisti con un cordialissimo «Buona giornata!».

Attraversa velocemente la folla Julian Herranz, cardinale dell'Opus dei, capo della commissione che ha indagato su Vatileaks. I giornalisti lo rincorrono, poi gli camminano di fianco. Se qualche cardinale le farà delle domande sul famoso dossier? «Non ho niente da dire, non ho niente da dire», ripete sorridendo, e cammina. Il Papa ha parlato del Vangelo che purifica, è la linea di questo pontificato? E' un'indicazione per il futuro? «E' la linea di ogni cristiano, ogni giorno dobbiamo cercato di essere migliori, tutti, tutti i battezzati».