20 giugno 2021
Aggiornato 17:30
Media | Vendita La7

La7, Mediobanca «scarta» Mediaset

Mediobanca, l'advisor di Telecom Italia Media per la vendita de La7, ha negato i «dati sensibili» a Mediaset perchè l'eventuale acquisizione avrebbe fatto sorgere problemi di concentrazione sui mercati della raccolta pubblicitaria. Lo scrive oggi La Repubblica

MILANO - Mediobanca, l'advisor di Telecom Italia Media per la vendita de La7, ha negato i 'dati sensibili' a Mediaset perchè l'eventuale acquisizione avrebbe fatto sorgere problemi di concentrazione sui mercati della raccolta pubblicitaria. Lo scrive oggi La Repubblica.

Problema di concentrazione - Piazzetta Cuccia, si legge, non ha inviato il cosiddetto 'information memorandum' a Mediaset che ne aveva fatto richiesta. Mediobanca ha ritenuto che un'eventuale acquisizione avrebbe fatto sorgere problemi di concentrazione sui mercati della raccolta pubblicitaria e della capacità trasmissiva, e dunque l'offerta sarebbe sicuramente incappata nelle maglie dell'Antitrust. Inoltre, essendo Mediaset un concorrente diretto de La7, gli advisor non hanno ritenuto opportuno fornire informazioni sensibili e riservate sul gruppo televisivo che fa capo a Telecom.
E così dalle 15 manifestazioni di interesse iniziali solo 7 hanno avuto seguito con l'invio della documentazione. Lunedì prossimo scadrà il termine per la presentazione delle offerte non vincolanti e in teoria, spiega Repubblica, nessuno impedisce a Mediaset di fare questo passo se lo ritenesse opportuno.

Idv: Dopo La7 regalo a Berlusconi anche su frequenze? - «Dopo 10 mesi di Governo i tecnici non hanno ancora proposto alcun provvedimento sul conflitto di interessi, che pure era stato annunciato. Come al solito Monti non passa mai ai fatti e così, grazie a quel mostro giuridico che è la legge Gasparri, Berlusconi è libero di lanciarsi all'assalto di La7. Come se non bastasse, anche sull'asta per le frequenze tv l'Esecutivo è rimasto fermo alle chiacchiere e, con la sua ignavia, sta facendo uno scandaloso regalo al Cavaliere». Lo ha dichiarato il Senatore Pancho Pardi, Capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione di Vigilanza sulla Rai.
«Grazie alla complicità di Monti e Passera il rischio è che Berlusconi riesca a monopolizzare tutta l'offerta tv in chiaro e ad approfittare del fatto che l'asta salti, ovvero non trovi altri acquirenti a causa dell'attuale giungla normativa. Alla faccia della discontinuità! Vigileremo affinché sia garantito il pluralismo dell'informazione, ma è chiaro che solo un Governo e un Parlamento alternativi a Berlusconi potranno occuparsi di superare la legge Gasparri e di varare una normativa efficace sul conflitto di interessi».