13 novembre 2019
Aggiornato 23:30

Monti a Sarajevo: Italia primo supporter della Bosnia

E' questo il messaggio che il premier Mario Monti porta a Sarajevo, dove si è aperto ieri sera - nel ventennale dell'inizio della guerra bosniaca del 1992-95 - la tre giorni di meeting tra le religioni mondiali organizzato dalla Comunità Sant'Egidio

BELGRADO - L'Italia rimane all'interno dell'Ue, uno dei principali sostenitori del processo di integrazione euro-atlantica della Bosnia-Erzegovina. E' questo il messaggio che il premier Mario Monti porta a Sarajevo, dove si è aperto ieri sera - nel ventennale dell'inizio della guerra bosniaca del 1992-95 - la tre giorni di meeting tra le religioni mondiali organizzato dalla Comunità Sant'Egidio.
Il presidente del Consiglio italiano, ha partecipato ai lavori inaugurali con un intervento dal titolo 'Crisi e speranza nel mondo della globalizzazione'. Tra i relatori anche il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, il ministro italiano della Cooperazione internazionale e dell'integrazione, Andrea Riccardi, e le alte autorità religiose cattoliche, ebraiche, musulmane e ortodosse, oltre ai capi di Stato di Bosnia, Croazia e Montenegro.

OGGI GLI INCONTRI BILATERALI - La giornata di oggi è, invece, riservata da Monti agli incontri bilaterali con il suo omologo bosniaco, Vjekoslav Bevanda, e con i tre membri - croato, musulmano e serbo - della presidenza della Repubblica bosniaca. Incontri che saranno «occasione per ribadire il pieno sostegno dell'Italia all'adesione della Bosnia all'Unione europea e alla Nato» ha indicato a TM News l'ambasciata d'Italia a Sarajevo. Precisando che «si parlerà anche delle relazioni economiche tra i due Paesi». La Bosnia è il fanalino di coda lungo il cammino europeo dei Balcani occidentali, spaccata com'è tra due entità etniche - la serba, Repubblica Srpska e la Federazione croato-musulmana -collegate da deboli istituzioni centrali che Ue e Nato vorrebbero, invece, rafforzate.