15 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Relazione annuale al Parlamento 2012

Droga, aumenta tra gli studenti l'uso della cannabis

In generale calano in Italia i consumi di droga ma tra gli studenti si registra un aumento dell'uso di cannabis, e tra i giovani anche la tendenza si assiste ad una ripresa dei consumi di stimolanti, come ecstasy e amfetamine

ROMA - In generale calano in Italia i consumi di droga ma tra gli studenti si registra un aumento dell'uso di cannabis, e tra i giovani anche la tendenza si assiste ad una ripresa dei consumi di stimolanti, come ecstasy e amfetamine.

Secondo la Relazione 2012 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, consegnata al Parlamento e curata dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, in base ai dati del 2011 e del primo semestre 2012, per «i soggetti con età 15- 19 anni sono infatti n calo i consumi nella popolazione studentesca per cocaina, allucinogeni ed eroina», ma si registra anche «una lieve tendenza all'aumento per la cannabis», e una «ripresa dei consumi per gli stimolanti (ecstasy e amfetamine)».

E nell'introduzione alla Relazione, il ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi con delega alle politiche per prevenire, monitorare e contrastare il diffondersi delle tossicodipendenze e delle alcoldipendenze correlate, sottolinea: «E' vero che il dato sui consumi di sostanze stupefacenti indica che la tendenza alla contrazione, in atto ormai da alcuni anni, può ritenersi sostanzialmente confermata. E' altrettanto vero, però, che questa tendenza, oltre a presentare, in generale, un'intensità minore rispetto a quella riscontrata nel 2010, si manifesta in modo differente in relazione al tipo di sostanza e alle diverse aree del territorio nazionale».

«Per la cannabis, ad esempio - sottolinea Riccardi - si riscontra una lieve tendenza all'aumento tra la popolazione studentesca e sempre tra i giovani, si assiste ad una ripresa dei consumi di stimolanti, mentre i consumi di cocaina e allucinogeni presentano un trend in diminuzione. Anche il consumo dell'alcol e gli episodi di ubriachezza tra gli studenti, anche se in flessione, meritano comunque particolare attenzione».

In particolare, per l'eroina si nota, in generale, una diminuzione dei consumi, «tuttavia preoccupa la stabilità dell'assunzione di tale micidiale droga da parte degli studenti dell'Italia meridionale e insulare e della popolazione femminile», sottolinea il ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, analizzando i dati della Relazione 2012 sulle tossicodipendenze, aggiungendo: «La contrazione dei consumi, inoltre, sembra essere accompagnata da un aumento della frequenza di assunzione tra gli studenti che hanno provato eroina negli ultimi trenta giorni».

Analogo discorso per la cocaina: «In una parte della popolazione giovanile, 16-17enni, non si è potuto registrare alcun decremento», , sottolinea Riccardi.

Dai dati raccolti dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, emerge anche che l'età media dei nuovi utenti (di coloro cioè che per la prima volta si rivolgono ai servizi) è di 31,6 anni, con un incremento del periodo di tempo fuori trattamento - e dei rischi che ne conseguono - e un arrivo sempre più tardivo alle strutture socio-sanitarie. Rispetto al 2010, si registra anche la chiusura di 26 strutture socio-riabilitative e - avverte il ministro - si assiste ad una tendenza, «ormai pluriennale», a non sottoporre gli utenti in trattamento presso i servizi per le tossicodipendenze (SErt) ai test per le principali patologie infettive correlate (Aids ed epatiti B e C).

Il ministro sottolinea anche il «bassissimo utilizzo» della possibilità prevista dalla legge, di affidamento in prova dei detenuti tossicodipendenti al servizio sociale, per proseguire o intraprendere attività terapeutica. «In materia di 'carcere e droga' ho già intrapreso iniziative e ribadisco in questa sede il mio impegno», sottolinea Riccardi nell'introduzione alla relazione, aggiungendo: «Credo sia possibile, pur nel rispetto di un contesto di legalità e sicurezza, intervenire sulla popolazione carceraria tossicodipendente, sia in attesa di giudizio, sia in fase di espiazione della pena, individuando misure alternative che possano da un lato alleggerire la già pesantissima situazione carceraria, dall'altro creare un concreto percorso di recupero».

In conclusione, «il problema delle dipendenze - sottolinea il ministro - non riguarda solo i giovani, ma voglio sottolineare la valenza particolare che assume per le nuove generazioni. Anche in virtù della delega a me conferita in materia di politiche giovanili, ritengo imprescindibile che siano implementate le attività di formazione e di educazione alla salute, attraverso la trasmissione di regole e stili di vita sani in relazione all'uso di tutte le sostanze stupefacenti, all'abuso alcolico, al tabagismo e al consumo di farmaci non prescritti». Quindi «è necessario che le iniziative coinvolgano direttamente i giovani che devono essere soggetti attivi e consapevoli protagonisti della propria formazione».

Infine Riccardi accenna anche alla questione della legalizzazione delle droghe leggere: «Ritengo doveroso precisare che non intendo sottrarmi al dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere, che si è riavviato proprio in questi giorni sulla stampa, coinvolgendo anche ambiti qualificati dell'opinione pubblica», ma «l'argomento, per la sua estrema delicatezza e le sue molteplici e rilevantissime implicazioni, richiede di essere affrontato nelle competenti sedi istituzionali, con i tempi necessari ad un confronto ricco ed articolato che certo non può realizzarsi nel breve periodo di governo che mi è stato affidato».