28 marzo 2020
Aggiornato 19:00
La crisi siriana

Terzi: In Siria quasi una pulizia etnica

Il Ministro degli Esteri: Massacro inaudito, ma escluso scenario intervento come in Libia

BRUXELLES - Quella dell'esercito del regime siriano è «una battaglia assolutamente inaudita di massacro della propria popolazione», al punto che «rasenta la pulizia etnica ed i crimini contro l'umanità». Tuttavia, «è da escludere» uno scenario d'intervento militare Nato come in Libia. Lo ha detto oggi a Bruxelles il ministro degli Esteri Giulio Terzi, al suo ingresso al Consiglio Esteri dell'Ue. Secondo Terzi, la repressione della ribellione in Siria è andata «ben al di là di qualsiasi altra repressione che abbiamo visto nei Paesi delle primavere arabe, è qualcosa - ha sottolineato - che nel nostro mondo non deve esistere».

C'è poi, ha aggiunto il ministro, un altro rischio: «Siamo non solo preoccupati, ma anche convinti che il clima di violenza creato dal regime stia creando le condizioni più favorevoli per le organizzazioni terroristiche; non ci sono dubbi che questa situazione da guerra civile crei le condizioni perché le organizzazioni jihadiste mettano radici nel Paese».

In Siria, comunque, «non c'è uno scenario libico» per quanto riguarda un intervento militare occidentale, «lo escludiamo così come lo esclude la Nato», ha ribadito Terzi. C'è, comunque, «solidarietà assoluta» dell'Alleanza atlantica nei confronti della Turchia, sottoposta a una «forte pressione anche sul piano economico» per assistere «i 48.000 rifugiati siriani» sul proprio territorio. Le recenti consultazioni con gli Alleati svoltesi su richiesta di Ankara, in base all'articolo 4 del Trattato Nordatlantico, hanno avuto per oggetto il rafforzamento delle difese alla frontiera turco-siriana, ma «al momento - ha precisato il ministro - non vi sono certamente condizioni che facciano prevedere una situazione di conflitto su larga scala, in cui la Nato si dovesse trovare obbligata ad assistere» un proprio paese membro. Non ci sarà «nessun intervento militare senza l'Onu per quanto riguarda il nostro Paese e i Paesi atlantici», ha insistito Terzi.

Quanto ai due tecnici italiani dell'Ansaldo scomparsi nei giorni scorsi in Siria, il ministro ha dichiarato di seguire «molto da vicino la situazione», ma, ha aggiunto, «non desidererei entrare nei dettagli».

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